Dynamite Entertainment ha rilasciato
la prima copia di “A Game of Thrones," basata sul primo romanzo di "A Song of Fire and Ice" di
George R.R. Martin il
21 settembre. Mentre a molta gente “A Game of Thrones sarà famigliare
grazie alla largamente popolare serie della HBO, l’adattamento di Daniel
Abraham si basa direttamente sul romanzo, prendendo dal materiale
originario che ha reso la serie tv così coinvolgente. Scritto da Daniel
Abraham e disegnato dall’artista Tommy Patterson, il fumetto promette di
portare il mondo di George R.R. Martin alla pagina stampata in modo
grande.
Per scoprire qualcosa di più sulla transizione della grande epica
fantasy sul fumetto, CBR News ha parlato con Daniel Abraham del suo
lavoro di adattare "A Game of Thrones," dei suoi incarichi di portare
creazioni precedenti di Martin a fumetti, dell’impresa di restare fedele
al romanzo e di cosa aspettarsi nei fumetti futuri della saga "A Song
of Fire and Ice".
CBR News: Daniel, dicci un po’ del tuo adattamento di "A Game of
Thrones." Il primo libro è enorme, quanto della storia il fumetto
arriverà davvero a coprire e come sono i numeri e le suddivisioni?
Daniel Abraham:Siamo stati fortunati in questo. Era
importante fin dall’inizio di avere lo spazio per raccontare la storia
in modo giusto, quindi l’editore, George e io parlavamo fin dai primi
stadi di come rendere giustizia al romanzo. Da un lato, sarebbe stato
grandioso semplicemente esplodere e avere migliaia di pagine per entrare
davvero nelle singole scene, ma le dita di Tommy alla fine si sarebbero
staccate, no?
Abbiamo steso un abbozzo di ventidue numeri di ventinove pagine
ciascuno. Questo ci dà una pagina di immagini per ogni pagine di testo
nel libro originale. Almeno nella copia che ho io.
Tu hai già fatto dei grandi lavori con le Wild Cards di George
R.R. Martin, e i fans probabilmente ti riconosceranno da questo, ma come
sei stato coinvolto nel progetto?
Ho davvero fatto una buona quantità di adattamento dei Iavori di Gerge
prima. Ho scritto per il romanzo "Fevre Dream" per Avatar Press e una
miniserie di cinque numeri basata sul racconto di George "Skin Trade"
che ancora non è uscita. Ho anche collaborato con lui in altri progetti.
“Wild Cards” è uno, ma abbiamo anche scritto un romanzo insieme a
Gardner Dozois, chiamato "Hunter's Run." Lui sa abbastanza come lavoro e
come lavoro con il suo materiale. Questo ci dà un certo livello di
fiducia. Inoltre, vivo abbastanza vicino a lui, quindi posso andare da
lui in macchina per pranzo se ce n’è bisogno. Questa non è mai una
brutta cosa.
Come sanno i fans del romanzo, "A Game of Thrones" è diviso in
tre storyline: i Sette Regni, la Barriera e l’Est. Come sfrutterà il
fumetto queste trame separate?
Parte di quello che rende affascinante la traduzione dal testo in
immagini in sequenza sono gli strumenti che entrano in gioco e che prima
non c’erano. Come la paletta dei colori. Nel testo, George deve
regolare la location ogni volta con cose come il personaggio PdV e del
lavoro davvero carino che fa con il linguaggio. Per quanto ci riguarda,
noi possiano segnalare lo spostamento in modo puramente visuale. Detto
questo, non stiamo cercando di isolare i diversi luoghi. In alcuni
numeri li avremo tutti e tre, altri saranno più incentrati su uno solo,
ma speriamo di dare il senso di una grande storia unificata che deriva
dall’intreccio tra i vari luoghi.
Quanto vicino sarà adattato lo stile narrativo? I lettori
avranno ancora l’esperienza della trama che si svolte attraverso i
molteplici punti di vista?
Cerchiamo di restare molto fedeli al libro e alla storia nel libro. Ci
sono alcune cose dello stile di George che non tradurremo in fumetti, e
quando ciò accade, cerchiamo di raggiungere le cose che sono più fedeli
allo spirito entro il contesto. Assolutamente abbiamo i punti ti vista
multipli. Abbiamo i diversi paesaggi. Abbiamo la sensazione di
malinconia e crudo realismo. La mia scommessa è che le persone che si
accostano a questo progetto dovrebbero essere in grado di sentirci
dentro la voce di George. Non sono lo scrittore, sono l’adattatore. Il
vero segno di successo per me sarebbe se nessuno si accorgesse che io
sono lì.
Hai collaborato con George R.R. Martin nel processo di
adattamento del romanzo al fumetto? Se sì, quel’è stato il processo
creativo in ciò?
Ho parlato molto con George durante il processo. Ci sono cosa sulla
storia che conosce solo lui, e non sono tutte ovvie. C’era una scene che
ho dovuto rielaborare perché c’è una particolare battuta di dialogo che
è importante per l’ultima scena di “A Dream of Spring”, e a guardarla
non te ne accorgeresti. Per questioni come questa, non c’è nulla che
possa sostituire il parlare con l’uomo in persona. Detto questo, è molto
chiaro che George non sta scrivendo un fumetto. Ha investito una gran
quantità di fede e fiducia in me. E che dio impedisca che gli intralci
la strada nella scrittura di “The Winds of Winter”. Se avrò la
reputazione di chi rallenta quel progetto, sarò appeso agli alberi.
Allo stesso modo, dacci un’idea del processo di collaborazione
con Tommy Patterson. Come voi due avete lavorato insieme per portare
questi personaggi nei fumetti?
Lavorare con Tommy è stato grandioso. Non è qualcuno che conoscevo prima
di iniziare il progetto, ma è stato molto veloce ad aiutarmi. Ci
scambiano email e messaggi, ed è stato davvero professionale
nell’accogliere feedback sia da me che dagli editori e nel rielaborare i
suoi disegni per adattarli a quello che gli abbiamo chiesto. Dopo
George, credo che questo sia davvero il progetto di Tommy. La visione e
lo stile visuale che porta alla storia è quello che la gente vede sulla
pagina, e io sono qui a sostenerlo. E devo dire che, ogni volta che ho
fatto nella scrittura qualcosa che mi sembrava che gli chiedesse troppo,
lui è stato saldo nel soddisfarlo. Vuole che il progetto sia
meraviglioso e io ho un rispetto assoluto per il lavoro che sta facendo.
La serie “A Song of Ice and Fire” di George R.R. Martin's ha
sfornato una gran quantità di prodotti, incluso un gioro di ruolo, un
gioco di carte, un gioco da tavola e (ovviamente) la largamente popolare
serie tv della HBO. Con tutto questo materiale, qualcosa si è
intromesso nel tuo processo creativo per il fumetto?
Non ho messo le mani sul gioco di carte e cui GDR, ma sono stato uno dei
giocatori beta per il gioco da tavola quando George ha ottenuto la sua
copia. Avevo già scritto diversa roba quando il prodotto HBO è uscito e
sono davvero contento che sia andata così. Avevo già fatto alcune
decisioni che erano un po’ diverse da ciò che stavano facendo loro e
questa distanza per me è importante. La serie tv è un grande lavoro, ma
il mio incarico non è adattare lo show, ma il libro originario. Questo è
davvero quello su cui mi focalizzo.
Parliamo un po’ dei personaggi. I romanzi hanno il beneficio di
un’incredibile quantità di prosa per descrivere i personaggi e le loro
espressioni. Quel’era per te l’impresa nell’adattare i personaggi della
casa Stark e della Casa Lannister, come Jon Snow, Viserys Targaryen,
Tyrion Lannister e il resto del cast?
La cosa più difficile per me era quella di capire cosa George ha fatto
nel testo per evocare questi fantastici personaggi e poi trovare il modo
per usare quel metodo direttamente o descriverlo per Tommy. Parte di
ciò che rende i personaggi di George così splendidi è il modo in cui si
espandono nella sua mente per acquisire dimensioni e profondità, anche
oltre ciò che si trova sulla pagina. Questo è un vero potere. Ci saranno
sempre dei modi in cui il nostro Tyrion e il nostro Jon Snow sarà
diverso dalle interpretazioni di altri. Trovare la cosa con cui il
romanzo li ha resi veri e poi farlo con i nostri mezzi è stata la vera
impresa.
C’è stato qualcosa nel romanzo che tu hai voluto includere nell’adattamento e che è stato tagliato?
La storia e il background. Ne sento la mancanza. A volte nel libro si
va avanti per una pagina o due con questa bella esposizione che delinea
la storia di Westeros e le persone che l’hanno fatta. Questo dà tremendo
peso e solidità a tutto il resto dell’azione, e volevo tanto avere
tutto ciò anche nel fumetto. Ho provato in un paio di numeri di prendere
una pagina e di fare la versione illustrata dove si conservano questi
lunghi passaggi di testo con alcune immagini che li accompagnano. Non ha
per niente funzionato, ma l’impulso era quello.
Qual è stato l’aspetto più bello dell’adattare "A Game of Thrones" per il fumetto?
Ho dovuto fare una lettura molto vicina di "Game of Thrones."
Probabilmente più vicina di quanto avrei mai fatto altrimenti. Ed è uno
di quei libri dove più guardi, più vedi. Leggo una frase e penso: “Oh,
vedo che qui si sta preparando per tre libri”.
Perché credi che "A Song of Fire and Ice" si presti bene agli
altri media, come la televisione, i giochi e in particolar modo i
fumetti?
E' una gran storia. Puoi cambiare la presentazione e gli strumenti di
lavoro, ma la cosa che viene conservata, la cosa che è forte prima di
tutto, è la storia. Personaggi di cui ti importa quando lottano,
soffrono, falliscono e hanno successo. La suspense e l’autenticità delle
emozioni che arriva attraversa ogni media.
Certo, la storia non finisce con "A Game of Thrones."
Considerando la gran popolarità dei libri e della serie HBO, com’è il
futuro per l’adattamento degli altri romanzi?
Questo è davvero qualcosa che dovranno decidere i fans. Io penso che
sarebbe grandioso avere l’intera serie disponibile in fumetto. Se c’è
dell’interesse in esso, penso che avremo la squadra per farlo.