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domenica, luglio 22, 2012

Notizie e rumors su Emilia Clarke, Mance Rayder, "Strong" Belwas


Emilia Clarke, la nostra Daenerys, ha affermato che è diretta in Marocco e dovrà portare con se la crema solare, perché nella prossima stagione si avrà più pelle della Khaleesi!

Noah Taylor è stato avvistato a Belfast, luogo in cui stanno girando la terza stagione di "Game of Thrones". Nessuna connessione con il cast de Il trono di spade, e non un progetto in Irlanda.. che questa sia solo una pura coincidenza!? Qualcuno lo vedrebbe bene nei panni del divertente Vargo Hoat!

George R. R. Martin ha detto ad MTV, che Mance Rayder non è stato ancora preso (nel cast) quindi c'è tempo per gli attori inglesi di inviare i nastri per l'audizione.. e non ha commentato se "Strong" Belwas apparirà o meno nella terza stagione.. (grazie a Raffaella G. per l'aiuto con la traduzione *w*) 

Infine, non si hanno ancora notizie di Oberyn Martell, per cui è presumibile che lo vedremo nella 4^ Stagione.

giovedì, maggio 10, 2012

Game of thrones Mania

Chi vuole un boccale di birra di game of thrones!? Ecco le nuove etichette per birra ispirate alla saga di George Martin!!
In fondo troverete il link dove acquistare le magliette con queste stampe x)


mercoledì, aprile 11, 2012

Game of Thrones, in arrivo la terza stagione

Mentre la seconda stagione di 'Game of Thrones', negli Stati Uniti, si appresta a superare la media di 9.3 milioni di spettatori della prima, HBO conferma il rinnovo della terza stagione

Variety lo conferma: la terza stagione di Game Of Thrones si farà. 

La serie fantasy è un fenomeno non solo americano ma anche globale. Secondo quanto riportato dalla bibbia dello spettacolo la serie è stata venduta in 199 paesi e la seconda stagione viene trasmessa in 150 paesi entro 10 giorni dalla premiere americana. 


giovedì, febbraio 23, 2012

Martin risponde a 10 domande

SPOILERS ADWD ED OLTRE

In questa breve intervista del sito reddit.com George Martin risponda a 10 domande. Attenzione, il testo contiene lievi spoiler su ADWD e libri successivi:

 

Forse ricorderete che un paio di giorni fa, il signor Martin ha acconsentito di rispondere alle 10 domande più votate. Stanotte, Martin ci ha rispedito le risposte alle nostre domande! Buon divertimento!

1) C’è qualcosa (o più cose) che è stato inserito in libro precedenti, che ti aspettavi i lettori cogliessero, ma che nessuno (o molto pochi) hanno notato?
Sospetto che i fan hanno trovato tutto a questo punto. Con così tante persone a leggere i libri, che si scambiano pensieri in internet, anche gli indizi più oscuri vengono presto trovati e mostrati a tutti.
 
2) Vedremo Valyria?
Com’era prima della catastrofe? Com’è oggi? Forse.

3) Potresti darci tre domande senza risposta, che ti aspetti di svelare in Winds?
Potrei, ma non volgio.

4) La storia di Bronn è finita? È stato un dei miei personaggi preferiti nei primi libri e nella serie TV, ma sembra che abbia raggiunto il suo apice in A Feast for Crows, e non è stato menzionato in A Dance with Dragons. Prego porta avanti il personaggio di Bronn!
Bronn ha ancora una parte da giocare. Ritornerá sicuramente.

5) C’è stato un personaggio che è stato sospeso, o, che forse si è allontanato dalla strada che originariamente avrebbe dovuto seguire? Se sì, chi?
No, non veramente.
In alcuni casi le cronologie si sono diverte da quello che avevo in mente originariamente, ma gli archi generali dei personaggi, rimangono gli stessi.

6) Scrivere di Reek ti ha messo in suggezione tanto quanto noi nel leggerlo?
Questi capitoli erano sicuramente una sfida da scrivere, ma non direi che mi abbiano creato suggestione. La sfida era, trovare strada da creare disagio nei miei lettori, e cercare di mantenere il personaggio psicologicamente realistico.

7) Ti sembra di sentire la pressione della HBO per finire gli ultimi due libri della serie? Questa cosa ha effetto sul tuo output creativo?
No e no.
Non farebbe differenza se la HBO facesse pressione su di me. Nessuno è in grado di mettermi più sotto pressione di me stesso.

8) Ammettendo che gli Uomini di Ferro non avessero attaccato nord e le nozze rosse non si fossero tenute, il Nord e le Terre dei Fiumi avrebbero potuto sopravvivere come regni indipendenti?
Il Nord, forse. Le Terre dei Fiumi sono più problematiche. Senza confini naturali, le Terre dei Fiumi sono vulnerabili e possono essere attaccate da tutti i lati, il che è il motivo perché la loro storia è stata così tumultuosa e sanguinosa.

9) Cosa diresti, sia stata la più grande teoria immaginaria che i fan si sono inventati?
Non posso rivelarlo. Ma i fan hanno sviluppato alcuno teorie dal niente. Ogni tanto mi mandano delle mail di queste teorie.

10) In riguardo all’intricata, splendida e probabilmente molto frustrante trama che hai tessuto: credi che il tuo “oltrepassare la montagna”, per così dire, sia già avvenuto o che i libri diventeranno maggiormente complessi da scrivere tutte le volte?
Certamente spero di “aver oltrepassato la montagna”, ma ho smesso di fare predizioni. Ogni volta che lo faccio, mi brucio. Sto ancora facendo il giocoliere con un sacco di palle. Forse troppe, ma avendole buttate in aria, mi sento obbligato a continuare a giostrarle.
Saluti,
George R. R. Martin

fonti: 
/www.labarriera.net/ 

mercoledì, febbraio 22, 2012

Rumors riguardanti la seconda serie di Game of thrones

Date e titoli finora noti:




2x01 "The North Remembers" 
Diretto da: Alan Taylor
Data:  Aprile 1, 2012

2x02
Diretto da: Alan Taylor
Data: Aprile 8, 2012

2x03
Diretto da: Alik Sakharov
Data:  Aprile 15, 2012

2x04
Diretto da: David Petrarca
Data:  Aprile 22, 2012

2x05
Diretto da: David Petrarca
Data:  Aprile 29, 2012

2x06
Diretto da: David Nutter
Data:  Maggio 6, 2012

2x07
Diretto da: David Nutter
Data:  Maggio 13, 2012

2x08
Diretto da: Alan Taylor
Data:  Maggio 20, 2012

2x09 "Blackwater"
Diretto da: Neil Marshall
Scritto da: George R. R. Martin
Data: Maggio 27, 2012

2x10
Diretto da:  Alan Taylor
Data:  Giugno 3, 2012

giovedì, febbraio 09, 2012

Differenze fra libro e telefilm

Più di una volta ho sentito chiedere quali siano le differenze tra il libro e la serie (in questo caso la prima), siccome non ho molta fiducia della mia memoria, ho cercato on line i cambiamenti che abbiamo notato noi fan e quelle dette da giornalisti, Martin o altri. Cercherò di raggrupparle tutte in questo post, quindi verrà aggiornato man mano =]


[...] Martin afferma di aver apprezzato molto le scene tra Varys eDitocorto (non presenti nel libro) e la scena in cui Drogo ha sgozzato Mago, che potrebbe avere delle conseguenze nel futuro, creando ancora più differenze tra libri e serie televisiva. Un rischio che si deve mettere in conto con l’adattamento di una storia così complessa.
L’autore si dice un po’ deluso, invece, dal torneo che ha occupato il quarto e il quinto episodio: “Dovrebbe essere il Super Bowl dei Setet Regni”. [...]

Queste sono quelle che ho notato io:
- La ferita che uccide Drogo è molto più profonda,
- La donna a cui si affidano per curare Drogo, dice a Daenerys che non avrebbe dovuto far togliere le fasce che coprivano la ferita e non avrebbe dovuto far bere latte di papavero a Drogo,
- Jon che si ustiona la mano.. bhè è ridicola -_- non era così nel libro..

In ordine sparso ci sono quelle notate dai fan della pagina su facebook:

Drogo prende con la forza Daenerys, nel libro gli chiede quasi il permesso e lei gli si concede quasi con "amore" [Florindo Damiano]
- Ross non esiste nel libro [Dans La Foret]
Ci sono un paio di scene in più nella serie: La chiaccherata tra Robert, Selmy e Jaime in cui parlano dei primi uomini che hanno ucciso e dove Jaime parla di Aerys (scena splendida secondo me). Un'altra scena grossa è la chiaccherata tra Cersei e Robert sul loro regno e sul fatto che Westeros sta in piedi grazie al loro matrimonio (meraviglioso Robert quando le confessa che il vuoto causato dalla morte di Lyanna non è stato riempito nemmeno dalla conquista del trono). Poi qualche altra scena c'è, più che altro per spiegare cose che nel libro passano tramite pensieri. [Matteo Marinai]
La cosa che ho trovato "carina" è che nel libro c'è Samwell che racconta di quando il padre gli ha detto di dover andare sulla Barriera o avrebbe avuto un incidente durante la caccia, e scuoiava un bue o bisonte o non mi ricordo :) Nella serie lo fanno fare a Tywin mentre parla con Jaime. [Anna Chiara Albetta]
Jon che si ustiona la mano.. bhè è ridicola -_- non era così nel libro [Simone Esposito]





 fonti:
www.badtv.it

venerdì, ottobre 28, 2011

I Guerrieri del Ghiaccio - ecco pubblicata la prima parte di ADWD

È stato pubblicato il 25 ottobre, l'atesissima prima della traduzione italiana, di A Dance with Dragons, ultima fatica di George RR Martin. Il libro, intitolato 'I Guerrieri del Ghiaccio' edito dalla Mondadori nella collana Omnibus, quindi con copertina rigida, è composto da 488 pagine, ed é quindi abbastanza corposo, tenuto conto che si tratta solo di un terzo del libro originale.

La seconda parte, che probabilmente si intitolerá 'I Fuochi di Valyria' é prevista per aprile dell'anno prossimo, e la terza e conclusiva parte della traduzione italiana di A Dance with Dragons, dovrebbe vedere la luce entro la fine del 2012.

Eccovi il link al libro (attenzione, la quarta di copertina contiene spoilers sui libri precedenti!): I Guerrieri del Ghiaccio.
Il primo capitolo lo potrete leggere direttamente da qui!!! Buona lettura! =]]
fonte:
Timett figlio di Timett

Per leggere, invece, di una recensione ad opera di fantasy magazine, cliccate su questo  link  ;)

Un'altra intervista a George Martin!

Se George R.R. Martin pensava di avere un fan base accanito quando ogni libro della sua saga fantasy best seller "A Song of Ice and Fire" era divorato da lettori impazienti, il successo dell’adattamento HBO di Game of Thrones ha alzato considerevolmente l’asticella. Abbiamo parlato a Martin mentre si accomodava dopo un lungo tour PR e tornava per lavorare al prossimo libro della saga, The Winds of Winter.

George R. R. Martin

Qual è il tuo coinvolgimento nella stagione due di Game of Thrones?
Ho scritto l’episodio nove, "Blackwater." Al momento stanno girando lo show nell’Irlanda del Nord. Mi piacerebbe essere lì a guardare, ma sono molto preso da altre cose.

Quali attori si sono appropriati dei personaggi e hanno portato qualcosa di nuovo e sorprendente, aggiungendo nuovi strati che non c’erano per forza quando li hai creati?
Penso che abbiamo un cast spettacolare in generale; i nostri direttori del casting hanno fatto un lavoro fantastico. Sicuramente Peter Dinklage ha fatto un lavoro magnifico con Tyrion, che è uno dei miei personaggi preferiti nei libri. Non abbiamo nemmeno fatto fare le audizioni, abbiamo sempre parlato di lui per il ruolo. Lo stesso vale per Sean Bean — anche se abbiamo fatto le audizioni ad alcune persone per il ruolo — ma abbiamo sempre voluto Sean ad è stato incredibile in quel ruolo.
Un altro gruppo che merita una menzione speciale sono i bambini — è molto difficile scegliere un bambino. I nostri bambini devono portarsi sulle spalle un serio peso drammatico — ci servivano degli attori giovani davvero bravi. Ce ne sono capitati di formidabili.

Qual è la tua preoccupazione più grande per il TV show quando entrerà di più nella profondità della storia?
Sicuramente ci sono sfide che si presentano davanti, e con il proseguimento dello show diventeranno più grossa. Volevo scrivere un libro grande quanto la mia immaginazione. Ora David [Benioff] e Dan [Weiss] affrontano la vera sfida di come tradurre questa cosa complessa, con un cast di migliaia, castelli enormi, draghi e muri di ghiaccio: serie sfide di produzione che crescono con ogni libro. Credo che una delle difficoltà più grosse sia il budget e il tempo per le riprese. Abbiamo avuto dieci ore per la prima stagione e lo stesso per la seconda. Boardwalk Empire ne ha dodici, Treme ne ha dodici — se avessimo avuto due ore in più avremmo potuto raccontare molto di più della storia. Storm of Swords [il terzo libro] è enorme e dovrà essere spezzato in due stagioni, penso. Ma David e Dan sono grandi e hanno messo insieme una grande squadra. Quindi se qualcuno può riuscirci, loro ci riusciranno.
L’altra cosa che mi preoccupa è ciò che io chiamo l’effetto farfalla. Se vi è famigliare il racconto breve di Ray Bradbury, sapete cose intendo. In TV, abbiamo visto la morte di Mago, ma lo rivedremo nei libri, è ancora vivo. Dovrà essere diverso nello show rispetto al libro, perché lo hanno ucciso. Questi sono quei generi di effetti-ripercussione che possono accadere.

Come gestisci tutti quei dettagli? Esiste qualche enciclopedia gigante o un file del computer che usi quando scrivi?
E’ per la maggior parte nella mia testa. Elio Garcia [che dirige Westeros.org] sembra conoscere Westeros meglio di me. Inizio a desiderare di non essermi mai scomodato per il colore degli occhi della gente. [Nota: questo è argomento di molte contorte teorie cospirazioniste dei fan.] E quella è stata una delle prime cose ad andarsene nella serie TV: le lenti a contatto viola non stavano bene davanti alla telecamera.
[Se avete solo guardato lo show ma non avete letto tutto fino ad A Dance With Dragons, potreste volervi fermare qui. Ci sono spoiler più avanti.]

Parlo a nome di tutti i tuoi lettori impazienti e ti chiedo: a cosa stai lavorando in questi giorni, a parte il tanto atteso The Winds of Winter?
Il tour per il libro ha richiesto molto tempo. So che alcuni scrittori riescono a scrivere in viaggio, ma io non sono uno di questi. Ho circa 100 pagine fatte per il prossimo libro, che sono principalmente pagine che avevo finito [per A Dance With Dragons] e che ho deciso di togliere. Ci tornerò su a gennaio.
Prima di questo, ho bisogno di finire diverse altre cose. Ho una nuova novella Dunk and Eggche comparirà nell’antologia chiamata Dangerous Women. Ho anche da fare la concordanza, The World of Ice and Fire, che sarà un grande lucido libro sulla storia e la genealogia di Westeros. Ci sto lavorando su con Elio Garcia.

Avrà del materiale nuovo, o sarà solo messo tutto insieme in un posto?
Ci saranno delle storie che non sono stato in grado di inserire da altre parti.

Con il procedere dei libri, sembra che otteniamo sempre più informazioni su quello che succede il passato, prima dell’inizio del primo libro. Sembra quasi che la storia di muova in due direzioni, indietro e avanti al tempo stesso.
Ho rivelato sempre di più della Ribellione di Robert, la giovinezza di Robert e Ned e quello che è accaduto a loro. La gente ha fatto domande, ma io non ho intenzione di scrivere un prequel, perché con ogni libro scopri sempre di più, cosa che fa luce sul presente in modo diverso.

Alcuni degli sviluppi in A Dance With Dragonsaprono la possibilità che alcuni personaggi possano essere in grado di influenzare gli eventi che sono già accaduti. Lasci aperta la possibilità che il passato possa essere malleabile?
[Lunga pausa.] Non è qualcosa che mi interessa rivelare. Direi che il passato, il presente e il futuro sono un continuum, e ci sono diversi modi di guardarlo. Il passato è sempre con noi.

A Dance With Dragonsdedica molto tempo ad Essos, che è in qualche modo analogo all’Asia e al Medio Oriente nel mondo in cui la storia è ambientata, in contrapposizione a Westeros, che sembra essere molto debitore all’Europa Occidentale. Mentre leggevo di Dany, che è diventata una governante straniera dalla pelle chiara in una terra esotica, questo mi ha ricordato The Man Who Would Be King, il film di Sean Connery e Michael Caine basato su a Rudyard Kipling story. Pensi a questi parallelismi — colonialismo, il “fardello dell’uomo bianco” — quando scrivi?
Ho detto molte volte che non mi piacciono le allegorie mal mascherate, ma alcune scene riecheggiano nel tempo. Altre persone hanno fatto l’osservazione, molto più contemporanea, che ci potrebbero essere degli echi della nostra attuale disavventura in Afghanistan e Iraq. Sono consapevole dei parallelismi, ma non sto cercando di spalmare della pittura sulla guerra in Iraq e chiamarlo fantasy.

Quando le civiltà si scontrano nei tuoi libri, invece di Fucili, Gemme e Acciaio, forse è più Draghi, Magia e Acciaio(e anche Gemme).
C’è magia nel mio universo, ma è abbastanza poca in confronto agli altri fantasy.
I draghi sono un deterrente nucleare, e solo Dany li ha, cosa che in un certo senso la rende la persona più potente del mondo. Ma è sufficiente? Questo è il tipo di problemi che cerco di esplorare. Gli Stati Uniti attualmente hanno la capacità di distruggere il mondo con il nostro arsenale nucleare, ma questo non significa che siamo capaci di raggiungere specifici scopi politici.
Il potere è qualcosa di più subdolo. Puoi avere il potere di distruggere, ma questo non ti dà il potere di cambiare, di migliorare, di costruire.

Alcuni dei tuoi accaniti  lettori, incluso me, hanno passato molto tempo a speculare su quanti diversi tipi di magia ci sono lì nel tuo mondo. O è tutto manifestazione delle stesse misteriose forze soprannaturali?
E’ qualcosa che mi piace rivelare poco alla volta.
Vi posso dire che in genere quando hai a che fare con la magia nel fantasy, devi mantenerla magica. Molti scrittori fantasy risolvono questi sistemi dettagliati, e io penso che sia un errore.
Per far sì che la magia funzioni in senso letterario, deve essere sconosciuta, strana e pericolosa, con forze che non possono essere predette e controllare. Ciò la rende, credo, molto più interessante ed evocativa. Funziona come simbolo o metafora di tutte le forze nell’universo che non comprendiamo e forse non comprenderemo mai.

Quindi, non vuoi spiegare i livelli midi-chlorian?
Se avessi voluto scrivere fantascienza, avrei scritto fantascienza.


Fonti:

mercoledì, ottobre 12, 2011

Intervista a George Martin

Ringrazio Lord Beric per la traduzione pubblicata su la Barriera, l'intervista che segue è stata pubblicata in lingua originale da www.maximumfun.org





Prima di tutti, George R. R. Martin, congratulazioni per tutti i tuoi recenti successi con la serie TV e con il nuovo libro, A DANCE WITH DRAGONS, per averlo finito, fatto uscire e per aver raggiunto il numero uno nelle classifiche e tutto il resto.
Grazie davvero. È stato un anno emozionante.

Immagino. Torniamo un po' indietro. Vorrei parlare di qualcosa di molto tempo fa nel tuo lavoro. Alla fine di agosto apparì una lettera ripresa poi in ogni dove in internet; una lettera che hai scritto sulle colonne del libro a fumetti "The Avengers" nel 1964.
[risate] Sì, vero!

Credo che tu avessi circa sedici anni, all'epoca. In quella particolare lettera, avevi suggerito il numero nove di "The Avengers" fosse un po' meglio del numero trentadue di "Fantastic Four". La mia domanda è: ricordi perché?
Puoi commentare quella particolare storia, ricordo che "The Avenger" #9 era l'introduzione di Wonder Man.
Oh, sì, mi piaceva Wonder Man! Sai perché? Ora mi ricordo bene. Wonder Man muore in quella storia. È un personaggio nuovo, viene introdotto, e muore. Spezza veramente il cuore. Mi piaceva il personaggio; era un personaggio tragico, condannato. Penso di aver avuto un debole per i personaggi tragici e colpiti dal fato da quando ero un ragazzino della high school.

Specialmente quelli che potrebbero morire in ogni momento.
Naturalmente, essendo un fumetto, Wonder Men non rimase morto a lungo. Tornò un anno o due dopo ed ebbe una vita lunga molti decenni. Il fatto che fosse presentato, si unisse agli Avengers e morisse nella stessa uscita ha avuto un grande impatto su di me quando ero un ragazzo alla high school.

Immagino fosse abbastanza sorprendente in un comic book dell'epoca vedere un intero arco narrativo risolversi tragicamente in quel modo in un'unica uscita.
Sì. È difficile da capire, credo, dal punto di vista avvantaggiato del 2011 come andassero le cose nei fumetti nei primi anni '60. Era la Marvel a cui scrivevo le mie lettere, che erano davvero rivoluzionarie per l'epoca. Stan Lee stava facendo alcuni lavori fantastici. Fino ad allora i fumetti dominanti erano stati quelli della DC che, al tempo, erano sempre molto circolari. Superman o Batman avevano un'avventura, e allaa fine dell'avventura si ritrovavano esattamente al punto di partena. E poi l'uscita dopo aveva lo stesso percordo, quindi non cambiava davvero nulla nei personaggi della DC.
I personaggi della Marvel erano in costante cambiamento. Avvenivano cose importante. La composizione degli Avengers cambiava continuamente. Alcuni se ne andavano, avevano scontri e via dicendo. Al contrario della DC dove tutto filava liscio ed era tutto molto carino e tutti gli eroi si piacevano vicenda. Non accadeva nulla di questo, quindi veramente, Stan Lee introdusse un nuovo livello di caratterizzazione ai fumetti; forse anche un tocco di grigio in alcuni personaggi. Guardandoci indietro adesso, posso dire che probabilmente hanno avuto un'influenza sul mio lavoro maggiore di quanto io possa aver sognato.

Presumo a questo punto che quando hai inviato quella lettera avevi già in mente di voler fare lo scrittore.
Beh, una volta abbandonata l'idea di fare l'astronauta. Ad un certo livello pensi davvero di volare su altri pianeti, e poi pensi, "beh, magari non volerò sugli altri pianeti." Pensavo che avrei potuto semplicemente scrivere di altri pianeti e altre cività. Penso che sia nella high school quando ho veramente capito di voler provare a scrivere storie per vivere; inoltre, scrivevo storie già da un decennio. Persino quando ero nella grade school scrivevo brevi storie di mostri e le vendevo agli altri bambini per un nichelino, che mi avrebbe comprato un dolcetto al bar a quel tempo.

Questo è avvenuto a Bayonne, nel New Jersey?
A Bayonne, nel New Jersey, sì.

Di quale bar di dolcetti stiamo parlando?
Milky Way. Sono un tipo da Mily Way.

Sicuro.
Forse è stato per il nome fantascientifico del bar.

Hai sempre guardato le stelle.
Questo è vero.

È nelle colonne di quelle lettere in cui buona parte di quella che ora chiamamo fandom dei mondi dei fumetti, della fantascienza e del fantasy si incontrava, molto prima che ci fosse internet, ecco da dove viene quel senso di community.
A dire il vero è iniziato molto prima della mia nascita. Il fandom della fantascienza crebbe sulle colonne di "Amazing Stories" e "Astounding" già dagli anni '30. Quando stampavano una lettera in quei giorni, riportavano l'intero indirizzo. Quindi i fan di storie di fantascienza del tempo vedevano di dove erano gli altri fan, e potevano vedere i loro indirizzi e scrivergli e diventare corrispondenti, e la cosa cresceva. Poi infine qualcuno decise, "Beh, vediamoci ed incontriamoci davvero," ed ecco come è andata. Penso che il primo raduno sia stato a Philadelphia, e poi ce ne sia stato uno a New York. Eccom come è iniziato il fandom della fantascienza, che è il papà di tutti i fandom; negli anni '30 e nei primi anni '40.

Sei appena tornato da Worldcom, la convention mondiale di fantascienza.
Sì.

A cui partecipi da molti anni.
Sì, la prima a cui sono andato era nel 1971. Vado quasi ogni anno.

Per gli ascoltatori che magari non sono così famigliari con il mondo delle convention, particolarmente con una storica come il WorldCon, di che si tratta? In particolare, cosa ti offriva nel 1971 e negli anni '70 quando stavi emergendo come scrittore?
Il World Con risale al 1939, quello fu il primo. È uscito fuori dal fandom della fantascienza quando i fan iniziarono a leggersi tra loro e decisero di incontrarsi in carne e ossa, e poi la convention uscì fuori anche da questo schema, quando qualcuno disse, "facciamo un raduno mondiale." Fecero la prima a New York nel '39 per farla coincidere con la Fiera Mondiale di New York del 1939. La gente venne da posti lontani come Philadelphia, credo, e Boston; in effetti, penso ci fossero uno o due che vennero dalla California. Funzionava bene già allora.

Come persona, ad un certo punta volevo diventare un vero scrittore di storie brevi, un'ambiezione deviata come la tua di diventare astronauta, non doveva finire così. Ma non c'erano convention per me, per esempio, per scrittori professionali di storie brevi. Credo che ci siano quelli che chiamano i programmi MFA, ma costano un mucchio di soldi.
Sì, sì. Sfortunatamente è un mondo completamente diverso, il genere letterario, diciamo.

Per uno scrittore di uno dei tanti generi che cadono sotto l'ombrello della fantascienza, cosa offre il WorldCon? Anche magari ad uno che scrive un genere letterario non inquadrabile?
È un'occasione per incontrare i lettori faccia a faccia, e io ho sempre pensato che questa sia una delle cose migliori della fantascienza, del fantasey e in generale del lato immaginifico della letteratore. Abbiamo questa fandom e possiamo incontrarae le gente che legge le nostre storie. Autografiamo i loro libri e loro vengono a trovarci e festeggiamo con loro giorno e notte e loro dicono, "Ehi, ci piace questa storia. Non ci piace quest'altra. Ecco quali sono i problemi. Mi piace la tua storia a parte che hai sagliato questa cosa sul pianeta," ci sono molti scienziati e cose del genere da quelle parti.
Abbiamo questo riscontro. Ho la sensazione molte volte che ci siano persone che lavorano nella letteratura, scrivono storie ed è come se le gettassero in un pozzo. Non incontrano mai chi legge davvero le loro storie.

Beh, molti di loro, non sono poi tanti.
C'è anche questo, vero.

Ma hai ragione, manca una conversazione del genere che abbiamo tradizionalmente visto nella fantascienza e nel fantasy. Francamente penso che ora si senta ancora di più, c'è veramente un accento che gli editori stanno mettendo sui loro scrittori che non necessariamente ricadono nella letteratura e forse non sono proprio di fantasy o fantascienza sul fatto di iniziare a parlare con i lettori.
Internet sta cambiando ogni cosa.

Sì, tramite internet. Non è stato parte delle linee editoriali fino ad ora, ma ora si pensa si dovrebbe fare, per trovare terreno fertile, un'audience.
Sì, penso che non si possa più essere J. D. Salinger. Almeno gli editori non vogliono che tu sia J. D. Salinger. Scrivere le tue storie e vivere in uno splendido isolamento. Vogliono che tu abbia un sito e Facebook e Twitter e tutte queste cose del genere.

Qui "The Sound of Young America", io sono John Hodgman, che sostituisce Jesse Thorn. Il nostro ospite è George R. R. Martin. È l'autore della serie fantasy nota come A SONG OF ICE AND FIRE, conosciuta anche come GAME OF THRONES dalla serie HBO che ne è stata tratta. Ecco una clip dallo show, in cui alcuni mentri della confraternita guerriera conosciuta come Guardiani della Notte discute delle misteriose minacce che si celano a nord dell'enorme Barriera che sono votati a difendere.
Una delle cose che mi ha colpito quando ho visto i uoi libri era che questo è un mondo fantasy che ben pochi immaginerebbero. NOn ci sono molti aspetti fantasy, nel senso che sembra un mondo alternativo.
Universo secondario, come lo chiamava Tolkien.

Lo chiameremo universo secondario, è un termine che mi era già venuto in mente. Non l'ho rubato da Tolkien.
È ambientato in un univero secondario, e ci sono alcuni aspetti di sword'n'sorcery, sebbene si tratti più di spada che di magia almeno nel primo libro; ma è anche ben radicato, ben piantato, e non espressamente mirato a rendere la dura realtà della vita mediaevale, con un sistema feudale a caste aspro e rigido, in cui le sole medicine a disposizione sono specie di poltiglie e la gente è vista come anziata all'età di 35 anni perché si muore di frequente.
Non è un posto o un tempo in cui la maggior parte della gente vorrebbe vivere. Perché è così importante per te scrivere in questa ambientazione?
Come detto, ho letto un mucchio di cose, non solo fantascienza o fantasy. Una delle cose che ho letto di più la storia ed i romanzi storici. Sono un grande fan dei romanzi storici. E leggo anche fantasy. Leggendola, un problema che ho con molti fantasy è venuto fuori, nel senso che il medio evo o una sua approssimazione erano l'ambientazione preferita di una vasta maggioranza di romanzi fantasy degli imitatori di Tolkien e di altri autori, ma lo descrivevano in modo completamente sbagliato. Era una sorta di medioevo a Disneyland, con castelli e principessa e cose del genere. Un sistema a classi, ma non sembravano capire cosa comportasse.

O forse lo vedavano come unaa sentenza di vita, per le persone che ci erano intrappolate, sia nobili che poveri.
È una sorta di medioevo edulcorato. Anche se ci sono castelli e principesse e città circondate da mura, la sensibilità è quella degli Americani del XX secolo. Questo non avviene nei romanzi storici di qualità. Ci sono persone che scrivono romanzi storici e riescono a farlo. Nella mia specie di interlacciamento tra i genere, quello che ho cercato di fare era scrivere un fantasy epico che desse l'immaginazione ed il senso di meraviglia che si colgono nei migliori fantasy, ma il gretto realismo dei migliori romanzi storici. Se riesco a combinare questi due aspetti, potrei avere tra le mani qualcosa di unico e che vale la pena di leggere.

Una cosa dei libri che penso sia dovuta tutta all'immaginazione è la religione di questo mondo. Non sono le religioni del mondo primario in cui viviamo; il mondo dei tuoi romanzi ha alcune religioni principali, alcune sette minori, il continente in cui la maggior prte dei personaggi vive per la maggior parte del tempo ha due filosofie religiose ben sviluppate con un nuovo inserimento che arriva nel continente e guadagna consenso. Sono curioso su questo... in che modo si crea una religione?
Le religioni sono, in un certo senso, religioni immaginarie. Mi sono basato sulle religioni del mondo reale solo distorcendole o espandendole un po'. La fede nei Sette dei è naturalmente basata sulla chiesa cattolica medievale e l'aspetto centralde della dottrina, la presenza di un dio che ha sette aspetti, è parzialmente basata sul credo cattolico in cui c'è un dio che ha tre aspetti: Padre, Figlio e Spirito Santo. Con i Sette, invece, abbiamo il Padre, la Madre, la Fanciulla, la Vecchia, il Fabbro, il Guerriero, e lo Straniero, che raffigura la morte.
Questo è il processo generale nel fare fantasy, devi ancorarti allaa realtà; Poi ci giochi un po'; poi aggiungi elementi immaginari, e poi fai il tutto pià grande. Come la Barriera nei miei libri, naturalmente, è ispirata al Vallo di Adriano, che hho visitato nel mio primo viaggio nel Regno Unito nei primi anni '80. Eravamo saliti in cima al Vallo di Adriano e guardavo a nord e immaginavo come potesse sentirsi un soldato romano di stanza lì nel primo secolo. Alla fine del mondo conosciuto a guardare quelle colline distanti e chiedersi cosa vi vivesse e cosa potesse uscirne fuori. Guardare fuori dai confini del mondo. Proteggere il mondo civilizzato da qualsiasi cosa potesse emergere da quegli alberi. Naturalmente, ciò che tendeva ad emergere erano gli Scoti, e non potevo usarli. Così ho reso la mia Barriera considerevolmente più grande e l'ho fatta di ghiaccio, che è un processo di fantasyzzazione.

Perché il Vallo di Adriano originale era fatto, credo, di lucite.
È da oltre la Barriera che il magico ed il soprannaturale arrivano per invadere il mondo realistici che hai costruito a sud. Una delle cose che mi piacciono del libro è che sei nel mezzo di un fantasy etichettato come fantasy, e forse questo è uno dei modi in cui etichettare un libro come fantasy gioca in maniera positiva con le aspettative del lettore, perché tu ci giri un po' attorno.
Tutti i persoanggi principali, per la maggior parte, credono che le cose che sono normalmente parte di un mondo fantasy (magia, creature soprannaturali, eccetera) siano leggendarie. Il genere di cose che si possono attribuire alle fiabe e alle fantasie giovanili, eppure iniziano, via via che i libri scorssono, a diventare sempre di più parte della vita dei personaggi.
Una delle aree che credo sia più interessante ma anche fonte di problemi, leggendo, riguarda la morte. Abbiamo parlato di come Wonder Man sia tornato indietro. Senza spoilerare molto, posso dire che ci sono personaggi nei libri che uno non si aspetta che muoiano, e invece lo fanno. I tuoi personaggi sono estremamente fragili. È una di quelle cose che mi esalta maggiormente come lettore, realizzare che questi personaggi che si seguono così da vicino possono finire menomati, e queste cicatrici possono rimanere. Possono essere psicologicamente menomati e trasformati da queste cicatrici, e questo colpisce, nei libri. E possono morire. Comunque, via via che la magia torna nel mondo, come rivela la storia, nemmeno la morte sembra esere realmente permanente. Cosa ne pensi?
Penso che se si porta indietro dalla morte un personaggio, allora quel personaggio è passato attraverso la morte, e quella è un'esperienza che trasforma. Per tornare ai giorni di Wonder Man, mi piaceva il fatto che fosse morte, e sebbene mi piacesse il persoanggio anche dopo, non ero così entusiasta quando era tornato indietro, perché in qualche modo disfaceva il potere dell'evento. Per quanto ami Tolkien, ho sempre pensato che Gandalf sarebbe dovuto restare morto. C'è quell'incredibile sequenza in THE FELLOWSHIP OF THE RING quando affronta il Balrog a Khazad-dûm e cade nell'abisso, con le sue ultime parole, "Fuggite, sciocchi."
Che potere aveva, come mi aveva preso. E poi è tornato indietro come Gandalf il Bianco, un miglioramento di sé stesso. Non ho mai amato Gandalf il Bianco quanto Gandalf il Grigio, e non mi è mai piaciuto il suo ritorno. Penso che sarebbe stata una storia ancora più forte se Tolkien lo avesse lasciato morto.
I miei personaggi che tornano dalla morte sono peggiori, per dire. In qualche modo non sono più gli stessi. Il corpo si può muovere, ma alcuni aspetti dello spirito sono cambiati e trasformati, e hanno perso qualcosa. Uno dei personaggi che torna più volte indietro dalla morte è Beric Dondarrion, il lord della folgore. Ogni volta che rivive perde qualcosa di più di sé. Era stato inviato in missione prima della sua prima morte. Era stato inviato per fare qualcosa, ed è tutto quello che fa. Dimentica le altre cose, chi è, o dove vive. Dimentica la donna che avrebbe dovuto sposare. Pezzi di umanità sono perduti ogni volta che torna dalla morte; ricorda solo la missione. La sua carne si stacca dal corpo, ma questa cosa, quessto scopo che ha è parte di quello che lo anima e lo porta indietro ogni volta Penso che si possano avere echi di questa cosa in altri personaggi tornati dalla morte.

C'è, sono certo che lo conosci, un detto su internet, che ogni volta che rompi le scatole a George R. R. martin, lui uccide uno Stark.
Sì, qualcuno l'ha usata come avatar sul blog.

Ho letto i libri per la prima volta l'anno scorso, li ho scoperti tardi. Ne sono rimasto entusiasta, hanno preso la mia vita per un anno, via via che li leggevo. Mi ricordo il primo momento su Twitter in cui ho menzionato il fatto che li stavo leggendo, il primo in assoluto, improvvisamente mi arrivarono più risposte su Twitter di quante ne avessi avute nella mia intera vita lavorativa. Secondariamente, molti erano stranamente arrabbiati. È stato solo dopo che ho iniziato a capire che si trattava di questa strana comunità di persone che aspettava con impazienza il prossimo libro, che è uscito quest'anno dopo un certo ritardo.
La fandom, specialmente quella di fantasy o fantascienza, ha questo senso di proprietà verso i suoi autori, e si sente quasi in collaborazione con loro. In che modo questo processo è un vantaggio e dove invece è un ostacolo?
Da un certo punto di vista è fantastico; è esilarante sapere di avere così tanti lettori e che ci sono così tante persone ansiose per il prossimo libro, e così tante persone dicono cose positive sui libri. Ma ci sono anche problemi. Tornando agli anni '90, il finire del decennio credo sia stato quando è stato aperto il primo sito dedicato allaa serie. Era un sito chiamato Dragonstone, avviato da un tizio in Australia. Quando l'ho scoperto, è risultato essere un fan-site. Tutti questi fan discutevano i miei libri e li analizzavano. Molto emozionante. Oh, ci mettevano veramente attenzione. Lavori duro su questi libri e ci metti dentro piccole cose, premonizioni o simbolismi o cose che hanno doppi significati. Uno prova a nascondere queste cose e la gente li analizza e li scopre, e questo è grandioso.
Ma non molto tempo dopo che il sito era avviato e io lo seguivo e mi divertivo ho iniziato a pensare, "probabilmente non dovrei leggere queste cose". Da un lato, mettono in campo così tante teorie, che qualcuna deve essere giusta. Cosa devo fare se metto in piedi un mistero ce risolverò nel sesto libro e lo hanno già indovinato al libro due e ne stanno discutendo... lo devo cambiare? Devo, per dire, pensare, "oh dio, hanno già indovinato, sono quattro libri avanti a me, devo cambiare quello che ho pianificato." Penso sia un errore ragionare in questo modo, perché è quello che hai pianificato. Tutti gli indizi e le premonizioni e la sovrastruttura che costruisci è per una certa rivelazione, non la puoi cambiare solo perché qualcuno ha indovinato. Così ho iniziato a distanziarmi dai siti.
È successo molto dal 1999. Ci sono state alcune esplosioni, i libri sono diventati via via più popolari. Dragonstone è morto da tempo, ma molti altri siti hanno preso il suo posto come Westeros e Tower of the Hand o Winter is Coming, siti giganteschi in cui molte migliaia di persone portano avanti queste discussioni. Quando è iniziata la serie TV, questo si è incrementato di ordini di grandezza. È emozionante quello che sta capitando, e sono felice che i fan si divertano. Ma io non posso farne parte. Sono troppo coinvolto.
E questo è il lato oscuro della cosa, che sei legato al senso di proprietà che alcuni fan arrivano ad avere...

Non volevo farne un punto così oscuro. Penso che ci sia, allo stesso modo in cui si può scrivere una lettera ad "Avengers" e sentire di poter parlare direttamente con i creatori, un senso di appartenenza e comunità all'interno del genere. Questo è solo elevato a potenza da internet ed il senso di trasparena nella comunicazione tra autore e lettore che internet comporta.
Penso che questo sia un caso in cui la gente si sente partecipe del processo. E questo comporta anche dire "stai sbagliando". Questo è uno dei maggiori temi di internet, dire agli altri che stanno sbagliando. In un certo strano modo porta le persone a sentirsi vicine al creatore di ciò che le diverte e di cui leggono, e si sentono parte del processo quanto l'autore stesso.
Può essere questo il caso. La maggior parte dei miei fan è meravigliosa, dire che il 99% dei miei fan è fantastica. C'è un gruppo di fan che partecipa alle convention, la Brotherhood without Banners, che è anche gente che frequenta regolarmente siti come Winter is Coming e Westeros.
Ma c'è anche quell'1%, troll o detrattori, come penso si chiamerebbero in quell'articolo del NYT che alcuni mesi fa Laura Miller mi ha dedicato, che per qualche ragione si sentono traditi perché ci ho messo troppo a scrivere l'ultimo libro, oppure non vedevano l'ora di avere in mano il quarto libro e non era quello che aspettavano. Alcuni di questi davvero sono passati al lato oscuro, come qualcuno potrebbe dire. Anche questa è parte dell'esperienza, credo, che si fa quando si arriva ad un certo livello di popolarità.

E c'è sempre quella percentuale di lettori o spettatori che la sente in quel modo; che si pone in modo conflittuale, ma in un certo senso è sempre passione di un certo livello, perché dedicano buona parte delle loro vite e delle loro emozioni al tuo lavoro.
Questo è vero, questo è vero. Anche se a dire il vero è un tipo di pasione di cui farei facilmente a meno.

Ma c'è anche un reciproco supporto e divertimento nel fatto che la fandom di fantascienza e fantasy sia così vicina in termini di componenti e vicina agli autori; un senso di conoscenza dei propri lettori e ed il proprio bacino di utenza e sentire il loro supporto. In tutto qusto, c'è quello che ritengo sia un vicolo cieco, ovvero che gli autori possono essere fan, ma non tutti i fan hanno una vena creativa. Una cosa che John Updike non ha mai fatto è stato sedersi e dire, "sai, penso che ci saranno quattro romanzi su Rabbit, ed ecco come saranno e quando usciranno, faccio queste promesse a voi lettori," per ché John Updike, per quel che ne so, se ne fregava.
L'idea di un autore che si siede e scrive il miglior libro che possa fare è scontata in quasi ogni altro campo della letteratura, ma nella fantascienza e nel fantasy c'è un senso come quando si è osservati. Penso che derivi da una cosa bella, dal senso di appartenenza e comunità. Ma insomma, ragazzi, dovete trattare bene i vostri autori di fantasy e fantascienza. Fatevi gli affari vostri e non preoccupatevi di quello che dicono.
I tempi cambiano, le pubblicazioni cambiano. Sono sicuro che se F. Scott. Fitzgerald oggi fosse vivo il suo editore gli direbbe, "ehi, che ne dici di un sequel di GATSBY. GATSBY è andato bene, possiamo fare un GARSBY II, SON OF GATSBY?" Sfortunatamente, o fortunatamente, non so se sia una cosa buona o cattiva, ma è la realtà dell'editoria moderna, che è cambiata radicalmetne dai tempi di Fitzgerald e Hemingway e Maxwell Perkins e via dicendo. E questo cambia il lavoro. So che non dovrebbe, probabilmente non ve l'hanno detto nei corsi di letteratura. C'è il lavoro e c'è lo scrittore. Ma ci sono anche le realtà commerciali, le realtà della vita degli scittori. È una cosa come il caso di Tolkien, THE LORD OF THE RINGS è stato diviso in tre libri unicamente per considerazioni commerciali dell'editore dell'epica, non per considerazioni letterare. Eppure la cosa ha avuto un'influenza enorme su tutta la fantasy che ne è seguita per un cinquantennio.

Beh, spero sia chiaro che sono completamente d'accordo con te. Ma, ragazzi, William Faulkner, quanc'è che finirà il suo prossimo libro?
Giusto.

Lo aspetto da sempre, che gli è preso a quel tizio?
Sì, e Harper Lee, quando farà TO KILL A MOCKINGBIRD 2?

Pigro.
Hai incontrato Stan Lee?
Ho incontrato Stan Lee, sì.

Si ricordava della tua lettera?
Sfortunatamente no. Non si ricordava nemmeno di me dall'ultimo incontro. Ho incontrato Stan Lee più o meno sei volte ed ogni volta è come incontrarsi per la prima volta... per lui, almeno.

Il cuore spezzato di un fan. George R. R. Martin, grazie per il tempo che ci hai dedicato. È un grande onore per me, e grazie per aver partecipato a The Sound of Young America.
Piacere mio, è stato bello partecipare.

Grazie.
Figurati.

"Down these strange streets" la nuova antologia

Su www.westeros.org è stato pubblicato l'annuncio relativo all'attesa pubblicazione di DOWN THESE STRANGE STREETS, la nuova antologia di George R. R. Martin e Gardner Dozois dedicata all'urban fantasy.


DOWN THESE STRANGE STREETS

George R. R. Martin e Gardner Dozois hanno ancora una volta collaborato come editori per mettere assieme una nuova antologia tematica, che oggi arriva in libreria!

DOWN THESE STRANGE STREETS mente in campo oltre una dozzina di autori che ci sono cimentate in storie brevi di urban fantasy, tra cui Carrie Vaughn, Patricia Briggs, Diana Gabaldon, e l'autriche che con Martin è stata adattata dalla HBO, Charlaine Harris. Altri contributori sono Melinda Snodgrass, M. L. N. Hanover, Simon R. Green e Lisa Tuttle.

L'indice completo:

  • THE BASTARD STEPCHILD (introduzione), di George R. R. Martin
  • DEATH BY DAHLIA, di Charlaine Harris
  • THE BLEEDING SHADOW, di Joe R. Lansdale
  • HUNGRY HEART, di Simon R. Green
  • STYX AND STONES, di Steven Saylor
  • PAIN AND SUFFERING, di S. M. Stirling
  • IT'S STILL THE SAME OLD STORY, di Carrie Vaughn
  • THE LADY IS A SCREAMER, di Conn Iggulden
  • HELLBENDER, di Laurie R. King
  • SHADOW THIEVES, di Glen Cook
  • NO MYSTERY, NO MIRACLE, di Melinda Snodgrass
  • THE DIFFERENCE BETWEEN A PUZZLE AND A MYSTERY, di M. L. N. Hanover
  • THE CURIOUS AFFAIR OF THE DEODAND, by Lisa Tuttle
  • LORD JOHN AND THE PLAGUE OF ZOMBIES, di Diana Gabaldon
  • BEWARE THE SNAKE, di John Maddox Roberts
  • IN RED, WITH PEARLS, di Patricia Briggs
  • THE ADAKIAN EAGLE, di Bradley Denton 

fonti:
.labarriera.
.westeros.





La potete trovare su Amazon
Clicca sull'immagine per vedere una breve anteprima =]


sabato, settembre 17, 2011

Tutti i registi della seconda stagione di GoT

Lo sceneggiatore e regista di The Descent Neil Marshall dirigerà un episodio della Stagione 2 del drama epico della HBO. L'episodio segnerà il suo debutto di regista per la TV.

Marshall, i cui crediti includono i film Doomsday and Centurion, si unisce a Alan Taylor, Alik Sakharov, David Petrarca e David Nutter come regista della stagione in arrivo.
Taylor (Boardwalk Empire, The Playboy Club) ha diretto gli ultimi due episodi della Stagione 1.
Nutter ha una storia dietro le telecamere della HBO, avendo diretto episodi di Entourage e The Pacific.
Sakharov ha lavorato come cimenatografo nella prima stagione di GoT, così come nei prodotti della HBO The Sopranos, Sex and the City e Rome. I suoi crediti di regista includono episodi di Brotherhood.
I crediti di regista di Petrarca includono Boardwalk Empire, True Blood e Hung della HBO.


George Martin è particolarmente entusiasta della presenza di Neil Marshall. Scrive:

Per quelli che hanno vissuto sotto una roccia per gli ultimi dieci anni e qualcosa di simile, Marshall è il regista di CENTURION, of DOG SOLDIERS, e -- soprattutto -- THE DESCENT, che penso che potrebbe essere il miglior film horror negli ultimi vent'anni circa. (Da NON confondere con il sequel, un film molto più debole). GAME OF THRONES sarà la sua prima incursione in televisione.

(...)

E ciò che rende la cosa particolarmente eccitante è che l'episodio che dirigerà è... il mio. Sì, dirigerà l'episodio 9, "Blackwater." La Battaglia delle Acque Nere.

Non so ancora come diavolo possiamo permetterci di realizzare la metà di quello che ho messo nella sceneggiatura, ma se c'è qualcuno che può riuscire a vincere la mia battaglia con il budget, quello è Marshall.

fonti:
www.labarriera.net/
www.hollywoodreporter.com/

mercoledì, settembre 14, 2011

Intervista a George R R Martin

 Come ti è venuto di partecipare a questo incontro a favore delle librerie pubbliche di Albuquerque?
Beh, vivo a Santa Fe, quindi sono sempre ad Albuquerque, e certamente approvo le librerie.

A DANCE WITH DRAGONS ha ricevuto ottime recensioni ovunque io abbia guardato. C'è stata qualche recensione negativa?
No, solo qualcuna su amazon.com, ma aquelle non presto particolare attenzione. Ci sono molti troll e simili da quelle parti. Ma generalmente, sì, le principali recensioni sono state le migliori che abbia mai avuto.

Devo ammettere che ho iniziato da poco a leggere i tuoi libri, dopo averti scoperto tramite la serie HBO. È questo il nuovo percorso del tuo pubblico?
Beh, certamente ho ottenuto un nuovo e più grande gruppo di lettori grazie alla serie. Tutti i libri più vecchi, alcuni vecchi di 15 anni e che non erano stati best-seller al momento della loro uscita, stanno vendento tantissimo adesso e scalando le classifiche dei best-seller. Sono tutti spettatori della serie TV che hanno apprezzato lo show e ora cercano i libri. Il potere della TV è innegabile.

Sei passato dallo scrivere per la TV ed il cinema ai libri e ora hai di nuovo una grande serie TV.
Sì, c'è una certa ironia in questo perché, sai, sono stato a Hollywood per una decina d'anni, e gli ultimi cinque li ho passati cercando di avere un mio show, scrivendo puntate pilota e sceneggiature. Ma non sono riuscito a farcela, e poi ho lasciato tutto e sono tornato a scrivere libri, che non avrei mai pensato potessero essere filati perché sarebbero stati troppo costosi. E invece ecco una serie effettivamente andata in onda e diventata un successo. È fantastico!

Come hai scelto di vivere a Santa Fe?
Nel 1978, insegnavo nel Midwest ed il World Science Fiction Conference era a Phoenix. Non ero mai stato nel Southwest ed avevo deciso di guidare per andare alla conferenza, stando da amici lungo la strada, tra cui alcuni a Santa Fe, che sono giunto ad amare. Quindi, un anno e mezzo dopo, quando decisi di diventare scrittore a tempo pieno, vendetti la mia casa nello Iowa e mi spostai qui. Una dlle cose migliori dell'essere uno scrittore di romanzi è puoi lavorare da casa. Il mio ufficio è dall'altra parte della strada rispetto a casa mia. Inoltre, sono diventato dipendente da peperoncino verde e ora non potrei andarmene nemmeno volendo.

La tua vita è cambiata completamente a causa del successo della serie HBO e dei tuoi libri?
È certamente possibile, ma è troppo presto per dirlo con certezza. Nell'ultimo certo ho certamente notato un cambiamento in questo, vengo riconosciuto per le strade e negli aeroporti. Non ci sono abituato. Gli scrittori hanno uno status di celebrità, ma è una sorta di celebrità invisibile. Ma ora la mia faccia appare in TV ed in internet, e ovunque vada la gente mi riconosce. Per il momento siamo ancora nella fase in cui la cosa mi sorprente un po' ogni volta che accade. È bello, ma non so... svanirà? Inizierà ad interferire con il mio lavoro? Potenzialmente, ci sono le potenzialità perché possa cambiare la mia vita. Vedremo.

Invidi scrittori famosi che fanno una vita più ritirata, come Cormac McCarthy?
A dire il vero, so dove si trova Cormac, qui a Santa Fe! No, non invidio un simile ritiro. Sì, a volte le... attenzioni diventano irritanti. Ma il 99% dei miei fan sono fantastici, e molto positivi. Mi spiace l'attenzione dei miei lettori e mi piace andare andare alla World Science Fiction Convention e al Bubonicon e incontrare i miei lettori e sentire cosa pensano del mio ultimo libro?

Quindi sei felice, con la tua vita da scrittore?
Sì.

Che cosa raccomanderesti agli aspiranti scrittori che vogliono vivere con quel lavoro?
La mia competenza riguarda soltanto fantasy e fantascienza. Una delle cose migliori di fantasy e fantascienza è che c'è un buon mercato di storie brevi, cosa non vera per altri generi letterari. Suggerirei agli aspiranti scrittori di iniziare con le storie brevi. Non iniziate con romanzi o serie lunghi come i miei. Non è il modo per partire. Sarebbe come provare a scalare l'Everest.
Ho scritto storie brevi per sei anni prima di iniziare il mio primo romanzo. Negli anni '70 ero presente in tutte le riviste di fantasy e mi sono costruito un nome. Sai, puoi provare tecniche differenti, trovare il tuo registro, fare esperimenti. E se scopri di aver perso una settimana o due per una storia breve, almeno non hai perso un anno o due per un romanzo.
E poi aiuta molto avere un po' di storie sulle riviste prima di iniziare ad entrare nel mercato dei romanzi. I giovani scrittori potrebbero iniziare leggendo riviste come Asimov's, Analog e The Magazine of Fantasy and Science Fiction ed iniziare a mandare loro delle storie.
Non saprei dire per generi differenti da fantasy e fantascienza.

Che ne pensi della poesia?
Non scrivo poesie, ma mi piace leggerle. I miei gusti sono molto classici. Mi piacciono le poesie in rima, come quelle di Byron. I versi liberi non fanno per me.

Sei dell'idea che in qualche modo i tuoi scritti siano un'allegoria dell'epoca attuale?
Ogni scrittore, non importa se fantasy o di un altro genere, scrive essenzialmente del proprio tempo, perché è il solo tempo che conosce. Non cerco di fare consciamente un'allegoria, come ha fatto Tolkien. Non mi piacciono, quindi non si può prendere i miei libri e dire, "Quel personaggio è George W. Bush," o "Sta parlando della guerra in Iraq," o cose del genere. Cerco di evitarlo.
D'altra parte, penso che il tempo in cui viviamo e le esperienze che abbiamo inevitabilmente ci influenzino. Quindi ad un certo livello quel genere di cose finisce per impregnare l'opera.

fonti:
http://www.local-iq.com/
http://www.labarriera.net/

mercoledì, agosto 31, 2011

Game of thrones: SOUNDTRACK


Tempo fa aggiunsi nella barra laterale di questo blog la possibilità di riascoltare la sigla del telefilm, per tuffarci tutti nelle atmosfere magiche nate nella mente di George R. Martin. Ora vi segnalo di seguito l'elenco delle tracce che potrete ascoltare acquistando l'album della soundtrack della prima stagione (link di amazon dove poterlo comprare) :


  • 1. Main Title (1:46)
  • 2. North Of The Wall (3:48)
  • 3. Goodbye Brother (3:07)
  • 4. The Kingsroad (2:06)
  • 5. The King's Arrival (3:34)
  • 6. Love In The Eyes (4:00)
  • 7. A Raven From King's Landing (1:16)
  • 8. The Wall (1:59)
  • 9. Things I Do For Love (1:52)
  • 10. A Golden Crown (1:38)
  • 11. Winter Is Coming (2:42)
  • 12. A Bird Without Feathers (2:02)
  • 13. Await The King's Justice (2:00)
  • 14. You'll Be Queen One Day (1:36)
  • 15. The Assassin's Dagger (1:19)
  • 16. To Vaes Dothrak (1:29)
  • 17. Jon's Honor (2:35)
  • 18. Black Of Hair (1:40)
  • 19. You Win Or You Die (1:57)
  • 20. Small Pack Of Wolves (1:57)
  • 21. Game Of Thrones (1:18)
  • 22. Kill Them All (2:35)
  • 23. The Pointy End (3:16)
  • 24. Victory Does Not Make Us Conquerors (1:35)
  • 25. When The Sun Rises In The West (2:40)
  • 26. King Of The North (1:28)
  • 27. The Night's Watch (1:44)
  • 28. Fire And Blood (4:30)
  • 29. Finale (2:31)

mercoledì, giugno 29, 2011

Intervista a George R.R. Martin in Slovenia

Il 22 giugno George R.R. Martin si è recato in Slovenia per una conferenza stampa presso il Best Western Hotel Slon della capitale Lubiana per la presentazione di A Feast for Crows e per un incontro con i fan presso la libreria Mladinska knjiga di Capodistria. Un traduttore di Itasa, Gaernik, e l’amico Federico (che ringraziamo per tutto il materiale che ci hanno inviato), erano presenti ai due eventi e hanno avuto modo di raccontarceli.



Sono stati trattati diversi argomenti, tra cui l’imminente uscita di A Dance with Dragons, l’ormai conclusa prima stagione di Game of Thrones su HBO e più in generale la nascita e conseguente evoluzione della saga de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

Uno degli argomenti trattato con maggiore interesse ha riguardato la prima stagione da poco conclusa di Game of Thrones. Si è parlato innanzitutto del casting e del ruolo di Martin all’interno dello show, il quale ha tenuto a precisare che, sebbene ufficialmente sia il Co-Produttore Esecutivo, si considera quasi esclusivamente un consulente. Non presiede infatti a tutte le audizioni ma visiona solo quelle approvate dalle varie agenzie di casting situate in vari Paesi del mondo (Londra, Belfast, Los Angeles e Australia, per citarne alcuni).
Il percorso che gli aspiranti attori devono affrontare per ottenere la parte è lungo e arduo: se a 5.000 candidati viene chiesto di ripetere una semplice frase come ‘Yes, my lord‘ solo 50 vengono ammessi alla fase successiva, durante la quale il numero si riduce a una dozzina, e solo allora si registrano i provini che verranno poi sottoposti al suo giudizio. Raramente questa procedura viene condizionata dall’emittente televisiva HBO, la quale lascia ampio margine di scelta a Martin e ai produttori Daniel B. Weiss e David Benioff. Ovviamente non tutti gli attori sono chiamati a seguire quest’iter, come nel caso di Sean Bean, il quale è stato subito trovato perfetto per il ruolo di Ned Stark.


George R.R. Martin ha tenuto poi a sottolineare che la saga non è stata scritta con l’idea che un giorno potesse essere trasposta su schermo perché, parole sue, ‘quando immaginavo la Barriera alta centinaia di metri, draghi enormi e eserciti composti da migliaia di soldati non mi preoccupavo dei problemi logistici derivanti da una resa cinematografica. La realtà è un limite con cui uno scrittore non deve relazionarsi, nei miei libri l’unico confine è l’immaginazione e quando immagino qualcosa di enorme non devo preoccuparmi di quantificare, come mi viene spesso richiesto dai produttori.

A breve dovrà inoltre dedicarsi interamente alla stesura dell’episodio riguardante la battaglia delle Acque Nere, in cui dovrà riuscire a coniugare una battaglia dalle dimensioni epocali con un budget limitato. A conclusione dell’argomento, Martin ha svelato di non poter commentare le voci che vedono Jerome Butler nei panni di Stannis Baratheon.


Tante sono state le domande riguardanti i libri e la saga:
D: Come spieghi il fatto che il continente di Westeros sia privo dell’evoluzione propria di una civiltà e che sia bloccato nel MedioEvo da millenni?
R: Questa domanda ha due risposte. La prima è che alcune civiltà davvero esistite, come ad esempio gli Egizi o i Cinesi, sono rimaste per secoli senza un effettivo progresso. Intere dinastie si sono susseguite senza grossi cambiamenti. La seconda risposta è che non bisogna credere a tutto ciò che c’è scritto nei libri in generale, per esempio nella Bibbia ci sono personaggi che hanno vissuto più di cento anni, ma è realmente così o è una diceria che si racconta da generazioni? Allo stesso modo, nei miei libri ho voluto intenzionalmente lasciare che la storia del passato di Westeros si perdesse in miti e leggende cosicché essa rimanga incerta.

D: Come fai a rendere i tuoi banchetti così vividi? Sembra quasi di assaporare le pietanze che descrivi.
R: Ho letto molti libri di usi e costumi medievali, mi sono ampiamente documentato riguardo le vere tradizioni dei banchetti e dei tornei perché ho sempre amato questo mondo. Nei miei libri cerco però di mescolare gli elementi reali con quelli provenienti dalla mia fantasia.

D: Ci parli di A Dance with Dragons, il nuovo libro che uscirà il 12 Luglio in UK e USA?
R: Ciò che posso dirvi è che gli eventi narrati avranno luogo contemporaneamente a quelli narrati in A Feast for Crows e che ci saranno tre personaggi principali che occuperanno più del 50% del libro, ovvero Tyrion, Jon Snow e Dany e ci sarà spazio per altri personaggi ‘minori’. Inoltre se qualcuno ha scritto che l’ultimo libro era particolarmente perverso e oscuro, aspettate di leggere questo.

D: Quando ti dedicherai alla stesura di The Winds for Winter?
R: Devo prima tornare da questo viaggio, poi finire la scrittura della battaglia delle Acque Nere, guardare le audizioni per i nuovi personaggi della seconda stagione, finire il quarto libro della serie DUNK&EGG. A proposito di ciò, volevo inizialmente chiamarlo Femme fatale, ma ho optato invece per Dangerous Women dopo essere stato consigliato dal mio editore perché secondo lui molti non ne avrebbero capito il significato. Dovrò poi partecipare ad una serie di eventi e convention in America per la presentazione di ADWD e infine potrò forse iniziare a dedicarmi a The Winds for Winter.

D: Molti hanno definito la tua saga un fantasy per lettori non amanti del fantasy. Quali sono le tue opinioni in merito?
R: Ai tempi, era il 1991, stavo lavorando per Hollywood quando mi venne in mente un racconto e cominciai a scriverlo. Improvvisamente mi si formò la vivida immagine del primo capitolo in cui Bran trova i cuccioli di meta-lupo e fino alla fine dell’estate non feci altro che scrivere abbandonando il precedente racconto. A quel punto però gli impegni di Hollywood mi sottrassero tanto di quel tempo che dovetti abbandonare anche questo. Ci ritornai nel 1994 e, fu l’unica volta in cui ripresi un lavoro abbandonato, l’idea iniziale era quella di scrivere un racconto che non avesse i tipici tratti fantasy quali la magia, draghi e poteri soprannaturali. Al momento di scegliere la copertina del primo libro, l’editore optò per una copertina prettamente fantasy, con castelli, cavalieri, spade e stendardi. Dopo le prime critiche, la copertina della seconda edizione venne stampata di colore grigio raffigurante solo il trono di spade. Alla fine il target è diventato più chiaro e gli amanti del fantasy sono rimasti soddisfatti.

D: Cosa rispondi a chi trova delle incongruenze all’interno dei tuoi libri?
R: Innanzitutto non dico di non commettere errori, cerco di non farne ma è normale che succeda. Spesso mi è stato contestato il fatto che alcune cifre riguardanti eserciti o battaglie varino da libro in libro… Beh, ti posso dire che questi non sono errori ma sono scelte volontarie. Ti faccio un esempio: se vai a leggere nei libri di storia la guerra dei Cent’anni, troverai che a seconda del punto di vista, francese o inglese, i numeri degli eserciti e delle battaglie, se non perfino gli esiti, variano. Questo è un aspetto che non trascuro e ho cercato di ricrearlo all’interno dei miei libri.

D: Come ti vengono in mente i personaggi?
R: Molti scrittori a questa domanda rispondono che i personaggi comunicano con loro oppure altri ricevono ispirazioni divine… Io non so qual è la mia fonte di ispirazione, ma i miei personaggi sono sicuramente frutto di qualcosa fuori dal mio controllo, come l’inconscio.

D: Hai sempre pensato di inserire i draghi nella tua saga?
R: All’inizio potevo scegliere di impostare la saga in tre maniere diverse. Nella prima non avrei inserito nella saga nessun elemento soprannaturale; nella seconda non vedevo i draghi realmente esistenti, ma vedevo una manifestazione psichica dei loro poteri nella famiglia Targaryen, qualcosa che avesse delle caratteristiche Sci-Fi, con capacità di controllare il fuoco e roba simile. La terza, che è quella che ho infine scelto sotto consiglio di Melinda Snodgrass, a cui ho dedicato uno dei miei libri, è stata quella di creare dei draghi in carne e ossa.
Sono poi seguite una serie di domande meno impegnative riguardo le sue preferenze.

D: Qual è il tuo personaggio preferito?
R: Quello che più si avvina al mio modo di essere è Tyrion Lannister, anche se io sono un po’ più alto.

D: Chi vorresti essere tra i tuoi personaggi?
R: Vorrei avere l’arguzia di Tyrion, l’abilità e la bellezza di Jaime e di sicuro mi farebbero comodo i draghi di Dany.

D: Chi porteresti in vita per una giornata?
R: Partendo dal fatto che HBO li ha già portati in vita tutti, di sicuro sceglierei Daenerys, la trovo molto carina, o anche Shae oppure Osha, la cui corrispettiva interprete nella serie mi ha colpito molto.

D: Sai come finisce?
R: Certo, ma non ve lo dico. <-------------------------- O.O (mia nota: "sei cattivissimo" ç___ç)



Alla fine delle domande, Gaernik e socio sono riusciti ad avvicinarlo per fare una foto e scambiare due parole e non sono mancati momenti comici, come la sua esclamazione ‘Holy Shit!‘ dopo aver appreso che erano partiti dalla Sicilia per seguirlo fino in Slovenia. Prima di salutarli, ha rivelato loro che ha intenzione di venire presto in Italia, addirittura dovrebbe presenziare al LuccaComics insieme al cast dello show!

fonti come sempre in fondo alla home ^-^

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