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giovedì, luglio 19, 2012

Un norvegese in Game of Thrones

Ecco a voi la traduzione fatta da una fan della pagina Game of Thrones - Italian Fans di un'intervista al nuovo attore che vedremo nella prossima stagione de Il trono di spade!

Il video dell'intervista fatta a Kristofer Hivju lo potrete vedere qui. Mentre di seguito potrete leggere l'articolo tradotto da Nadia V.. Se vi va, condividete il post.
Norvegese in una grossa produzione Hollywoodiana
Molti mezzi di comunicazione hanno speculato se l’attore norvegese avesse ottenuto la parte o meno. In un’intervista esclusiva con NRK si può confermare che la notizia é vera. 
Sì, ho un lavoro. Ho ottenuto la parte di Tormund Giantsbane e non vedo l’ora di iniziare. In realtà ho iniziato a prepararmi prima di avere la parte, così da non dover attendere. Ho pensato fosse meglio abituarsi al ruolo, al suo universo e a provare a capire la mia parte il prima possible. Sono un grande fan della serie, quindi tutto ciò é magnifico” racconta Hivju. 
Hivju farà parte della terza stagione della serie “Game of Thrones”, trasmessa su NRK, il programma più seguito del 2011 - e che ha vinto diversi premi internazionali.
La serie ha anche vinto un Golden Globe e un Emmy Award, oltre a ricevere dodici nominations nella competizione. 

Ho dovuto rifiutare un’offerta. 
Kristofer Hivju si é gradualmente abituato ai tappet rossi, dato che non é la prima volta che prende parte ad una grossa produzione Hollywoodiana.
Ha avuto una parte in “The Thing”, uscito in anteprima lo scorso ottobre e ha avuto un ruolo anche nel film di prossima uscita “After Earth”.
In alter parole, ha avuto più successo a Hollywood che qui in Norvegia, dato che ha recitato solamente in un film norvegese. 
Il 33enne, col tempo, é diventato popolare e richiesto a livello internazionale.
In realtà ho dovuto rifiutare una grossa serie internazionale di tre stagioni. Dovevo scegliere tra quella e Game of Thrones. Un problema di lusso” confessa.
Hivju non vuole rivelare di quale serie si tratti.
“Non sarebbe corretto nei confronti della persona che ha ottenuto la parte che mi era stata offerta, perciò preferisco non commentare.”
NRK: “Quando iniziano le riprese?”
In verità é un segreto, quindi non posso dire nulla. Posso però rivelare che non sono molto lontano dalla mia famiglia e dai miei figli. Alcune parti del telefilm saranno girate a sole due ore di volo da Oslo. Di più non posso dire” risponde Hivju.
Il piu’ grande dopo Il Signore Degli Anelli
Alle mie spalle ho avuto un buon appoggio che mi ha permesso di avere un’audizione, dato che ottenere certi ruoli é una dura lotta” continua Hivju.  
“Come sei riuscito ad ottenere la parte?”
Me la sono cavata bene nell’audizione, no? Non sono la persona giusta per rispondere a questa domanda. Ma gli attori scandinavi hanno una star internazionale al momento. Il motivo é che i film norvegesi, svedesi e danesi vanno bene. Vedo un futuro roseo per molti attori norvegesi. Il che é un bene. 
Game of Thrones é basato su un romanzo best-seller “A Game of Thrones” del 1996.
La serie é prodotta dall’ente televisiva HBO.
L’anteprima alla prima stagione é andata in onda nell’aprile del 2011 e la seconda stagione é uscita lo scorso aprile. La terza stagione, in cui Hivju prenderà parte, arriverà sugli schermi l’anno prossimo. 
Hivju non nasconde che la barba rossa é un grosso vantaggio per il suo personaggio nella serie fantasy che é considerata la più importante nel genere dopo ISDA.
Non avevo la barba durante la fase di casting. Per loro fortuna ho una barba Nord-Europea a crescita rapida. Il che é un grosso vantaggio.” Ride.

Grazie a Nadia V. per la traduzione ^^ Chiunque legga e voglia prelevare questa traduzione, ricordate di inserire un link diretto che porti a questo post, grazie mille =)

lunedì, luglio 09, 2012

E venne il giorno... del Comic-Con :D

Vari video realizzati al Comic-Con a Londra di quest'anno (2012), non perdetevi i prossimi che riguarderanno il Comic-Con di San Diego, il prossimo weekend :D


e tantissime altre interviste al cast de Il trono di spade, QUI

martedì, luglio 03, 2012

Intervista a Brienne

Giorni prima che Gwendoline Christie facesse il suo debutto come donna cavaliere Brienne di Tarth in Game of Thrones Stagione 2, si sentiva tutta agitata.

Sono così nervosa riguardo all’essere dentro a questo,” ha detto ad AccessHollywood.com, al telefono dal suo paese nativo Regno Unito. “Il personaggio è molto vicino al mio cuore e probabilmente è il primo personaggio, che mi capita di interpretare, a cui posso connettere tante esperienze. E’ una parte da sogno per me.

Per i fans devoti alla serie letteraria di George R.R. Martin, è facile capire perché l’attrice era colma di nervosismo pre-premiere. Come Daenerys Targaryen e Arya Stark, la forte, complessa e in contrasto con gli stereotipi Brienne of Tarth è uno dei personaggi femminili più amati nei libri di “A Song of Ice and Fire”.

domenica, maggio 06, 2012

Interviste a Maisie Williams

“Arya prova gusto a uccidere”


Nell’ultimo episodio di Game of Thrones, la figlia più giovane di Stark si rende conto che semplicemente pronunciando un nome, si può condannare una persona a morte: l’omicidio è un’arte macabra e atroce, ma non è la prima volta che Arya abbia scelto di prendersi una vita.
TVGuide ne ha parlato proprio con Maisie Williams, l’attrice che veste i panni della giovane Arya.
<<Trovo davvero difficile a relazionarsi con Arya perché non posso nemmeno immaginare di uccidere qualcuno.>>
<<Questo è solo un piccolo pezzo piccolo della follia che sta crescendo in Arya.>>
Arya ha dovuto crescere in fretta e maturare per non farsi usare:
<<Sarà sempre più cauta, perché le sue cerchie di confidenti non hanno sempre interesse nel bene di Arya.>>

sabato, aprile 21, 2012

Natalie Dormer parla di Margaery, Loras e Renly

Margaery Tyrell
Natalie Dormer, che ha debuttato nel ruolo di Margaery Tyrells nello scorso episodio di Game of Thrones, ha parlato del suo personaggio e di un ” possibile eccitante futuro” con il fratello Loras (Finn Jones) e Renly (Gethin Anthony).
“Margaery dimostra più anni di quelli che ha, attraverso la sua famiglia, lei è stata educata e addestrata per essere prima di tutto un operatore politico e giocare le carte per trarre il miglior vantaggio per la sua famiglia”

La Dormer ricorderete ha interpretato nella serie “The Tudors” Anna Bolena, ma secondo l’attrice i due ruoli non hanno nulla in comune:

”Non ci sono paragoni con la mia esperienza nell’interpretazione di Anna Bolena. La grande differenza è che Margaery è molto più autentica, sincera. Margaery ha un cuore puro, rispetto anche a Cersei che è piuttosto machiavellica”.

giovedì, aprile 12, 2012

Richard Madden: doppia intervista!

“Voglio fare sempre qualcosa di nuovo” 

È infallibilmente vestito con la classe che lo contraddistingue, Richard Madden ha incontrato la rivista online 1883 Magazine e ha parlato un po’ di Game Of Thrones, dov’è meglio conosciuto per l’accattivante personaggio di Robb Stark. Parlando di vestiti, Madden ha rivelato:

"Non appena indosso il mio costume, cambia persino la mia fisicità immediatamente, perché devo camminare in modo diverso, in modo incerto; questo e altri particolari, come l’accento differente, mi aiuta veramente a entrare nel personaggio."


Il racconto di fantasia in cui la guerra tra famiglie e la sete di vendetta dei guerrieri ha già fatto storia, ha ispirato la serie televisiva che sta riscuotendo anche più successo.
"Cerco di non riprodurre le parti che ho fatto prima o che non sono particolarmente interessanti per me."

“Il mio personaggio ora è più responsabile”
Richard Madden ha raccontato a Insider tutte le novità che quotidianamente ci giungono dagli Stati Uniti su Game of Thrones, regalando anche qualche spoiler (SPOILERchi vuole restare ignaro delle anticipazioni non prosegui la lettura).
Sulla carta, l’adattamento televisivo dei libri sembrava dovesse essere un fallimento, in realtà Game of Thrones nella versione per la tv è un grande successo.
"Quando ho ottenuto gli script, sapevo che era una grande serie tv, ma ho pensato subito che poteva andare in due modi: un completo fallimento, o lo straordinario successo; per fortuna, si è avverata la seconda previsione."
La seconda stagione ci ha già mostrato che il ruolo di Madden assume una veste più matura e la cosa entusiasma molto l’attore: 
"Il tutto si basa sul punto di vista familiare, il personaggio che interpreto ha 20.000 uomini dietro di lui tutti con madri, mogli, figli e figlie che aspettano a casa il loro ritorno, vivi o morti. Robb quindi deve pensare a ventimila famiglie."

fonti: 
.serietivu. 
.serietivu. 

mercoledì, aprile 11, 2012

Kit Harington: “Jon è addestrato per difendere la sua terra”

 

Il mag online TVGuide riporta la recente intervista avuta con Kit Harington, attore di Game of Thrones, su come sia cambiato il suo personaggio, Jon, dalla scorsa stagione a oggi. 

Ho voglia di vedere il mio personaggio che finalmente ingaggi lotta e di vedere la guerra. Jon e suo fratello Robb sono stati addestrati a combattere per difendere la loro terra. 

Sul rapporto con l’amico che ha difeso, Samwell, Harington ha spiegato: 

La relazione tra Jon e Sam in questa stagione è molto interessante, c’è quasi una frattura che avverrà tra loro a un certo punto, ma non svelo il perché.

fonte: 
.serietivu. 

martedì, aprile 10, 2012

Alfie Allen commenta lo show e le scene di sesso

Alfie Allen, fratello minore della pop star Lily Allen, che nel serial veste i panni di Theon Greyjoy, è stato intervistato dalla stampa americana e ha ammesso che inizialmente era rimasto sorpreso dal successo generato dallo show: “Non avevo assolutamente idea, solo quando ho realizzato dell’enorme seguito che avevano i libri, ho capito quanto fosse grande questa serie”. La natura dello show che mostra scene di violenza e di sesso ha però creato qualche problema ad Alfie che ha guardato alcuni episodi insieme a sua madre: “Ero seduto sul divano con mia madre ed ecco arrivare una scenna di sesso lesbo… Ed io ‘oh mio dio!’…” Alfie Allen adora l’intera natura dello show: “La gente pensa che sia fantasy, dunque una storia di draghi ma è più profondo. E’ dedicato alla politica del paese e alle politiche personali”.

fonte:
.telefilm-central.

lunedì, aprile 02, 2012

Intervista a Natalia Tena, nella parte di Osha

Il sito Winteriscoming.net ha iniziato una serie di interviste agli attori di Game of Thrones. La prima intervista viene fatta a Natalia Tena, che interpreta la parte di Osha, la guerriera dei bruti.
Natalia Tena

Ecco la traduzione dell'intervista:

Siamo orgogliosi di offrirvi una nuova serie di interviste esclusive WinterIsComing.net, con membri del cast di Game of Thrones.
Facciamo partire questa serie con un’intervista alla favorita-dai-fan Natalia Tena. Natalia Tena recita la parte di Osha nella Serie. La Osha dei libri è una dura donna dei bruti di 50 anni e qualcosa, così, quando hanno assunto la bella Tena, hanno lasciato un grattacapo ad alcuni fan. Ma la sua resa del personaggio era così buona, che nessuno può dubitare che è stata una grande scelta per il ruolo. I fan addirittura l’hanno votata come miglior attrice non protagonista nel nostro WiCnet Award e George R. R. Martin ha decantato le sue lodi più volte.
Ma Natalia è nota anche per altre cose. Il suo ruolo più popolare è forse quello di Nymphadora Tonks nei film di Harry Potter. È anche una musicista di talento e la sua band, Molotov Jukebox, si è lentamente costruita una solida base di fan sounando concerti nel regno unito e rilascerà il suo secondo EP il 21 maggio.
Natalia si prende del tempo dalla sua agenda stracolma, tra la tournee con la sua band e le riprese di un film, per rispondere alle nostre domande a bruciapelo…



Winter is Coming: So che non puoi entrare nei dettagli, ma come sono state le riprese della seconda stagione? Come pensi che la seconda stagione sarà comparata alla prima?

Natalia Tena: Divertente, fredda, in più ho conosciuto un paio di persone del cast della seconda stagione, e sono assolutamente fantastici!!!

WiC: Hai un sacco di scene che ti affiancano a Isaac Hempstead-Wright, che recita Bran Stark. Raccontaci un po’ della tua collaborazione con Isaac.

NT: È un compagnone!! È attento, focalizzato e ha sempre voglia di giocare. Io credo che è una persona splendida.

WiC: Nell’ultima stagione i meta lupi erano resi da cani veri, che erano carini, ma avevano dei problemi a seguire le riprese. In questa stagione hanno deciso di usare lupi CGI al loro posto (Ndr. Facendo questa domanda ho scoperto che per i lupi viene usata una combinazione di CGI, animatronics e animali veri). È più facile recitare con animali veri o animali immaginari?

NT: L’altro anno è stato difficile lavorare con i cani, perché in alcune scene avrebbero dovuto ringhiare, e invece ti saltavano so e ti leccavano il viso!!! Erano bellissimi!!! Io ho un po’ di pratica con la computer grafica lavorando in Harry Potter, così non è stato tanto difficile farlo una seconda volta.

WiC: Osha ha una pettinatura davvero distinta, mi piacerebbe chiamarla “wildling chic”. Questi erano i tuoi veri capelli, o solo una parrucca?

NT: Hahahaha, wilding chic!!! Erano i mieni capelli! Me li hanno acconciati così affinché io sembri una barbona medievale mezza matta! L’episodio più divertente è quando, non ho avuto tempo per disfare l’acconciatura, perché ho dovuto prendere un volo per Berlino per suonare con la mia band Molotov Jukebox a novembre, supportavamo i The Kooks, e ho ricevuto un sacco di occhiatacce dagli addetti alla sicureza dell’aeroporto.

WiC: Hai recitato la parte di Nymphadora Tonks nei film di Harry Potter. Con Game of Thrones, in ascesa di popolarità, quando sei in un luogo pubblico, sei riconosciuta più come Tonks o come Osha?

NT: Non mi riconoscono quasi mai!! Qualche volta trovo qualcuno che mi fissa e mi chiede “ma non ti conosco da qualche parte”? La mia risposta è: “dal pub?”

WiC: Aprezziamo il fatto che hai fatto un video di ringraziamento per aver vinto nel sondaggio di “attrice non protagonista preferita” su WinterIsComing.net. Ti ha sorpreso che Osha sia così acclamata dai fan?

NT: SI!! Non avrei pensato che qualcuno addirittura mi notasse!!!

WiC: George R. R. Martin ha detto che tu eri una delle rare persone che recitava il personaggio in modo differente di come era dai libri, ma in modo positivo. Così positivo, che ha pensato di cambiare la Osha nel libro e di attribuirle alcune qualità del tuo carattere. Qual’ è il tuo responso a questo fatto? Che approccio avevi quando hai fatto il provino e poi le reali riprese?

NT: QUESTA NON L’AVEVO SENTITA!!! Sono così sorpresa che l’abbia detto, wow!! Quando sono andata all’audizione avevo un grezzo abito marrone e una ghirlanda di edera che avevo trovato in un festival, e sono entrata pensando a che tipo di animale Osha avrebbe potuto essere. Ho pensato a un leopardo, pronto al balzo, ed è così che ho fatto la mia audizione! Sono fortunata che gli sia piaciuto.

WiC: Mentre la stagione uno veniva trasmessa, dicevi di aver letto tutti e quattro i libri. Hai avuto la possibilità di leggere il quinto libro? Pensi che l’aver letto tutti i libri ti abbia aiutato ad interpretare il ruolo?

NT: L’HO COMPRATO IMMEDIATAMENTE!! Amo i libri, letteralmente non vedo l’ora che esco il prossimo!!!! Leggere i libri mi ha definitivamente aiutato ad entrare mentalmente nel mondo di Game of Thrones, e di conseguenza anche aiutato la mia interpretazione del personaggio.
WiC: Sei appassionata di musica. Da dove nasce il tuo amore per la musica? Quali altri gruppi/musicisti ti piacciono?

NT: Il mio amore per la musica ce l’ho sempre avuto. Ho pregato mia madre di insegnarmi il piano per un anno quando ne avevo quattro, e lei voleva essere sicura che io facessi sul serio, e poi volevo essere Chuck Berry da grande!!! Siamo una famiglia molto musicale, mia madre suonava la chitarra, mio padre e la mia zia cantavano e armonizzavano!! Adoro Tom Waits, Amy Winehouse, Aretha Franklin, Otis Reading, Buena Vista Social Club.

WiC: E quindi se ti dicessimo di scegliere tra l’essere una superstar come attrice o come musicista, quale sceglieresti?

NT: Entrambe, simultaneamente!!

WiC: Ci sono altri tuoi imminenti progetti che dovremmo seguire?

NT: Il nostro EP uscirà il 21 di maggio e sul lato attoreo, sto attualmente partecipando a “The Blind Man of Seville” a Siviglia e Madrid, la prima puntata dell’epica serie criminale, e la sto assolutamente amando, e le città sono così belle, che ti fanno venire voglia di piangere!!

WiC: Grazie Natalia, per l’intervista!



Ndr. Non vediamo l’ora di vederla all’opera come Osha nella seconda stagione. In aggiunta, potete vederla nel film Bel Ami, assieme al suo collega Robert Pattinson, l’alunno di Harry Potter. Ultimo consiglio, andate ad ascoltare la sua band, Molotov Jukebox. Guardate il loro video “I Need It”, e seguiteli su Facebook e su Twitter.

martedì, marzo 06, 2012

Intervista a Maisie Williams

Il ruolo di Arya Stark è stato il tuo debutto come attrice. Come è stato trovarsi di fronte ad una telecamera per una grande produzione della HBO?

E' stato un po' pauroso, ma allo stesso tempo eccitante! Era tutto così nuovo e diverso, ma ben presto mi sono abituata e ho fatto amicizia con tutti. E' stato davvero molto divertente! Le scene non sono state girate in ordine e la prima che ho girato io, mi vedeva in piedi su di una sola gamba. sulle scale a Kings Landing assieme a Sean ed è stato proprio bello.

Come descriveresti Arya e che cosa ti piace di più di lei? 
Arya è un maschiaccio molto esuberante, è coraggiosa e leale, tutte caratteristiche che ha preso da suo padre. Ciò che mi piace di lei è il fatto che non ha paura di dire ciò che pensa, anche se questo potrebbe metterla nei guai.

Il tuo personaggio ha attraversato diverse peripezie nella prima stagione. Qual è stata la scena più difficile da girare per te?

Credo sia stata la scena della decapitazione di Ed. Se Arya avesse dovuto assistere e vedere l'azione sarebbe stato più semplice. Ma lei, invece, non doveva guardare e io non avevo nessun punto fisso da guardare, per cui è stato difficile girare quella scena per me.

Intervista a Richard Madden, Robb Stark

La rivista di moda e attualità 1883 ha intervsitato Richard Madden, che recita nella serie TV Game of Thrones nel ruolo di Robb Stark. Eccovi la traduzione dell'articolo:


“Ad essere sinceri, comperare vestiti non è una necessita. Ho infiniti rifornimenti di mutande e calzini, e perché le riprese occupano tutto il mio tempo e non posso andare in lavanderia, quindi faccio prima a comperarmene dei nuovi”, dice l’impeccabilmente vestito Richard Madden con un sorriso malizioso.

Conosciuto per la sua accattivante rappresentazione di Robb Stark nella più importante serie fantasy – e non dimentichiamoci che ha fatto fuori anche Gerald Butler, come uomo vestito meglio, agli Scottish Style Awards – Richard rimane perplesso, quando ha scoperto di aver vinto il premio: “Quando mi vesto, decisamente, non pianifico la cosa. È come, cavolo, ho bisogno di una maglietta, così vado in un negozio e trovo qualcosa, e poi dopo penso “ho veramente comprato questo…perché!? ‘terribile errore!’” 
 Oggi classico, di un’eleganza minimizzata e affascinante come sempre, vestito dalla testa ai piedi in nero, a parte il suo trench color carbone sottobraccio, con il brillante grandioso Hotel Soho di Londra in sottofondo, non potrebbe essere più lontano da come lo conosciamo dallo schermo, spada al fianco, scatenato sulla sella di un cavallo cavalcare attraverso paesaggi medievali reminiscenti. 
“Appena metto il mio costume, la mia fiscalità cambia immediatamente, perché devo camminare in una certa maniera; questo e il fatto che uso l’accento per tutto il tempo, mi aiuta veramente a entrare nel personaggio.” 
Una storia fantasy di famiglie in guerra e di guerrieri vendicativi, il successo televisivo, bastato sulla serie best seller Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, dell’autore americano George RR Martin, vede Richard nei panni di un giovane re, che ascende dopo la morte di suo padre (Sean Bean). 
“Sean è un attore, che sa quello che fa davanti alla telecamera, basta stare a vedere i suoi occhi. Il mio personaggio segue il suo così tanto, e guarda verso di lui, praticamente rispecchia me, che come giovane attore, alzo lo sguardo a qualcuno che ha un sacco di esperienza.”

giovedì, febbraio 23, 2012

Intervista a NIKOLAJ COSTER-WALDAU

FHM parla con la stella di 'Game of Thrones' 

  • Dicci del tuo personaggio. Jaime Lannister è figlio di Tywin Lannister ed ha due fratelli, Cersei, sua sorella gemella, e Tyrion. La famiglia Lannister è la famiglia più ricca, la più potente dei sette regni. Jaime è membro ella Guardia Reale, un corpo di guardie scelte per il re. E' anche conosciuto, anche se nessuno gleilo dice in faccia, come lo 'Sterminatore di re' perchè ha servito anche sotto il re precedente, re Aerys Targaryen il Pazzo, e lo ha assassinato. Il Re Pazzo era un dittatore; avrebbe fatto sembrare Hitler Madre Teresa o simile, quindi uno penserebbe che la gente sia grata che se ne sia andato, ma anche così Jaime non riceve quel tipo di gratitudine. La gente ha visto come un affronto il fatto che egli abbia infranto il suo giuramento, e questo in un certo senso lo fa inc***are.  
  • Quali sono le motivazioni di Jaime? Ha una battuta nel primo episodio in cui dice 'le cose che faccio per amore' e l'amore è in pratica ciò che regola la sua vita quando lo incontriamo per la prima volta – l'amore di sua sorella Cersei, in particolare. E' una relazione molto complicata ma ha dominato il suo mondo negli ultimi anni. E' anche il motivo per cui prima di tutto è entrato nella Guardia Reale. Una volta che si diventa membri della Guardia Reale bisogna abbandonare la vita normale. Non ci si può sposare, non si possono avere figli – ma questo gli ha permesso di restare vicino alla regina, sua sorella.  
  • Quanto sei stato coinvolto da tutta la mitologia, i nomi, la storia? Non vorrei mettermi a sedere con i fan più accaniti e passare un esame! Andrei malissimo. Ma questo non cambia la mia capacità di recitarlo credo. Immagino che in un certo senso sia come guardare se stessi: io conosco la storia della mia famiglia. Posso risalire indietro di forse cento anni, ma il fatto che io sappia chi sia il mio bis bis bis nonno non cambia necessariamente la mia vita di tutti i giorni.  
  • Cos'è che ti ha attirato in 'Game of Thrones'? Ho pensato che la sceneggiatura era davvero buona e che Jaime Lannister fosse parecchio intrigante. Il fatto di avere un personaggio che parte nel primo episodio compiendo qualcosa di così orribile e orrendo significa che vai avanti a ''come può piacerti minimamente quest'uomo?''. Ma poi scopri che in realtà aveva delle buone, buonissime ragioni per fare quello che ha fatto – no, non ve le dico – e che veramente riesce a redimersi. In realtà, una delle cose [tipiche] di 'Game of Thrones' è che ogni personaggio sembra moralmente ambiguo – non ci sono buoni e cattivi. Prendiamo ned. Ned è l'eroe, no? E' l'uomo d'onore? Ma che dovremmo dire della prima cosa che gli vediamo davvero fare? Gli si presenta questo ragazzo che è fuggito dalla guerra. Che se la fa sotto dalla paura e per quello ha disertato. Viene catturato e non ha fatto niente di male, dice la verità, cerca di avvertirli di qualcosa di terribile che ha visto e l'unica cosa che Ned decide è 'ok, via la testa'. Ma ovviamente, Ned è un uomo d'onore...è questa la forza di tutti i personaggi, è tutto negli occhi di chi guarda. E' lo stesso con l'azione di Jaime – è una cosa orribile ma la fa perchè ha un motivo giusto. Più avanti si scopre il perchè. Io voglio che la gente creda che Jaime sia solo un uomo orribile e malvagio perchè so che ad un certo punto dovranno rivalutarlo.  
  • Quanto è stato importante recitare in un mondo realistico? Molto. Quando hai fatto le scene dalla parola 'Azione' a 'Tagliare' è fantastico perchè ti guardi intorno, tutti sono in costume e la lavorazione, la scenografia, tutto, era semplicemente stupefacente. Ma poi ovviamente tra una parte recitata e un'altra te ne vai in giro con un caffè e ti guardi intorno, Mark Addy si sta rollando una sigaretta, qualche ragazza appende il costume o qualcosa del genere. Quindi può anche essere ridicolo.  
  • Ci sono stati momenti o scene particolari in cui quello che hai visto ti ha lasciato di stucco? Oh, assolutamente. Quando sono salito sul set della sala del trono, wow! E' stata costruita nella Paint Hall di Belfast. La chiamano la Paint Hall perchè è lì che hanno dipinto il Titanic, da quanto è grande. Di solito quando si costruisce un set si costruiscono forse due muri o un angolo e poi si aggiungono dei pezzetti dopo, ma qui hanno costruito tutto, l'intera stanza. Era così dettagliata, così bella e mi ha fatto davvero uscire fuori testa.  
  • E questo aiuta nella recitazione? Assolutamente si. Ho una scena in cui c'è il personaggio di Sean Bean che arriva a corte e il mio personaggio lo aspetta in questa stanza. E' una stanza che ha un profondo significato per la storia di entrambi, ma per me è stato piuttosto figo sedere lì ad aspettare che Ned Stark entrasse. Ci sono queste porte, enormi porte doppie che fanno un rumore incredibile quando si aprono. E' stato figo.  
  • Ti ritrovi a fare molti duelli di spada? Assolutamente. C'era una scena a Malta. L'abbiamo girata in questa piccola città chiamata Medina in una piazza, e io avevo un'altra scena con Ned Stark, un po' di esibizionismo. Sto cavalcando questo bel cavallo bianco...devo dire che è stata una senzazione forte  
  • Come te la cavi? Piuttosto bene in realtà, ma su questo ci siamo allenati molto. E' come imparare a danzare. Semplicemente ripeti e ripeti e ripeti e alla fine capisci. E' stato lo stesso con l'andare a cavallo. Avevo cavalcato prima ma mi sono piuttosto allenato per questo perchè Jaime è considerato il migliore cavaliere – quindi non ci dev'essere la minma esitazione nei suoi movimenti.  
  • Sembra come se avrebbe potuto svilupparsi un po' di competizione tra te e Sean Bean. Ci si è messo un po' di mezzo l'ego? Hai pensato ''posso insegnare a Bean una cosetta o due''? Sicuramente! Ma è stato un bel divertimento, davvero. Chiaramente lui ha fatto molto di questo genere di cose nel Signore degli Anelli. Ma credo che potrei raggiungerlo – sono Danese, ovvio che posso!  
  • Parlaci del tuo costume. Hai una giacca di pelle particolare che è di gran lunga la cosa più f**a in tutta la serie. Assolutamente! Ho sempre una clausola nei miei contratti che dice che devo avere i vestiti migliori! Quella giacca è pesante. E' stata fatta su misura. C'è questo in Game of Thrones, è stato fatto tutto per i personaggi, tutto dai bozzetti. E' una bella giacca e penso che ne abbiano quattro perchè si prendono delle belle battute.  
  • Spero che te ne porterai una a casa Esatto! Bè, David Benioff dice che ne ruberà una e girerà per New York – il che sarebbe proprio ingiusto  
  • Quando hai scoperto che ti avevano scelto sei corso a comprare i libri per scoprire cosa accade al tuo personaggio? Eh si. Sono sceso in libreria e ti metti a sfogliare le pagine – cercando il nome Jaime Jaime Jaime. In realtà, ora si puà semplicemente andare su uno di questi fansite e c'è tutto, tutte le informazioni che potresti volere.  
  • Le orde di fan ossessivi non spaventano un po'? Non direi che spaventano. Significa che esiste tutto questo gruppo di persone così coinvolte – prima ancora che questo diventasse una serie TV. Perchè semplicemente adorano questi libri. Il che è una gran cosa. Ora, quello che mi sembra un po' assurdo sono le discussioni che riescono ad avere sui più minuscoli dettagli, ma è giusto, lo capisco – hai una passione e ti ci appassioni. So che a volte quando sono con i miei compagni e discutiamo l'ultima partita del Barcellona, discutiamo una mossa che ha fatto Messi e ne possiamo parlare per ore. Per persone che non amano il calcio è semplicemente ridicolo che degli adulti ne parlino così. Ma se ti piace ti piace e credo che se ai fan la serie piace e la sostengono, sia una gran cosa per noi e la HBO.  
  • Qual'è stato il momento più difficile durante le riprese? Ci sono stai dei giorni che semplicemente si trascinavano perchè per qualche ragione ha cominciato a nevicare, in Irlanda del Nord. Il che è ironico perchè per tutto Agosto e Settembre hanno continuato a girare scene nella neve con neve finta, e più avanti in teoria avremmo dovuto girare le scene primaverili ed era tutto coperto di bianco – l'inverno stava arrivando! Devo dire che, venendo dalla Danimarca, dove abbiamo un inverno un po' più corposo – siamo abituati almeno all'idea che d'inverno devi montare i copertoni da neve. In Gran bretagna quando giravamo la gente semplicemente lasciava le auto per strada. Non potevo crederci. Me ne uscivo con '' ma allora, te ne vai via così, a piedi?''. Se ne andavano così. Era da ridere perchè c'era così tanta neve e semplicemente 'ok, dobbiamo chiudere'. L'aereoporto era chiuso. Era tutto chiuso. L'hai percepita come una produzione epica, mentre la giravi? Enorme, l'ho sentita enorme. Rispetto ad ogni altra cosa avessi fatto prima. Mi ricordo che anni prima ho fatto un film chiamato Black Hawk Dow. Era una produzione davvero grossa, perchè c'erano così tante comparse. Ma questo era persino più grande, perchè c'erano così tanti personaggi, la sezione costumi è pazzesca e lo è stata per un bel periodo. Quindi si sentiva come una cosa enorme per tutto il tempo.  
  • Cos'è che te lo farebbe definire 'un successo'? Se qualcuno mi dicesse ''C'è un nuova serie fantasy'', non mi interesserebbe granchè. Si spera che interesserà gente come me perchè penso che per fantasy uno si aspetti hobbits ed elfi e stranezze del genere...si, capisco perchè non ti va di vederlo – ma questo non ci ha niente a che fare. Questo riguarda gli esseri umani, lotte di potere e politica.  
  • Hai detto di essere un amante del calcio. Se la partita fosse Stark contro Lannister per chi faresti il tifo? Oh, i Lannister. Perchè siamo più furbi, più divertenti e più forti
fonti:
/www.labarriera.net/ 

Martin risponde a 10 domande

SPOILERS ADWD ED OLTRE

In questa breve intervista del sito reddit.com George Martin risponda a 10 domande. Attenzione, il testo contiene lievi spoiler su ADWD e libri successivi:

 

Forse ricorderete che un paio di giorni fa, il signor Martin ha acconsentito di rispondere alle 10 domande più votate. Stanotte, Martin ci ha rispedito le risposte alle nostre domande! Buon divertimento!

1) C’è qualcosa (o più cose) che è stato inserito in libro precedenti, che ti aspettavi i lettori cogliessero, ma che nessuno (o molto pochi) hanno notato?
Sospetto che i fan hanno trovato tutto a questo punto. Con così tante persone a leggere i libri, che si scambiano pensieri in internet, anche gli indizi più oscuri vengono presto trovati e mostrati a tutti.
 
2) Vedremo Valyria?
Com’era prima della catastrofe? Com’è oggi? Forse.

3) Potresti darci tre domande senza risposta, che ti aspetti di svelare in Winds?
Potrei, ma non volgio.

4) La storia di Bronn è finita? È stato un dei miei personaggi preferiti nei primi libri e nella serie TV, ma sembra che abbia raggiunto il suo apice in A Feast for Crows, e non è stato menzionato in A Dance with Dragons. Prego porta avanti il personaggio di Bronn!
Bronn ha ancora una parte da giocare. Ritornerá sicuramente.

5) C’è stato un personaggio che è stato sospeso, o, che forse si è allontanato dalla strada che originariamente avrebbe dovuto seguire? Se sì, chi?
No, non veramente.
In alcuni casi le cronologie si sono diverte da quello che avevo in mente originariamente, ma gli archi generali dei personaggi, rimangono gli stessi.

6) Scrivere di Reek ti ha messo in suggezione tanto quanto noi nel leggerlo?
Questi capitoli erano sicuramente una sfida da scrivere, ma non direi che mi abbiano creato suggestione. La sfida era, trovare strada da creare disagio nei miei lettori, e cercare di mantenere il personaggio psicologicamente realistico.

7) Ti sembra di sentire la pressione della HBO per finire gli ultimi due libri della serie? Questa cosa ha effetto sul tuo output creativo?
No e no.
Non farebbe differenza se la HBO facesse pressione su di me. Nessuno è in grado di mettermi più sotto pressione di me stesso.

8) Ammettendo che gli Uomini di Ferro non avessero attaccato nord e le nozze rosse non si fossero tenute, il Nord e le Terre dei Fiumi avrebbero potuto sopravvivere come regni indipendenti?
Il Nord, forse. Le Terre dei Fiumi sono più problematiche. Senza confini naturali, le Terre dei Fiumi sono vulnerabili e possono essere attaccate da tutti i lati, il che è il motivo perché la loro storia è stata così tumultuosa e sanguinosa.

9) Cosa diresti, sia stata la più grande teoria immaginaria che i fan si sono inventati?
Non posso rivelarlo. Ma i fan hanno sviluppato alcuno teorie dal niente. Ogni tanto mi mandano delle mail di queste teorie.

10) In riguardo all’intricata, splendida e probabilmente molto frustrante trama che hai tessuto: credi che il tuo “oltrepassare la montagna”, per così dire, sia già avvenuto o che i libri diventeranno maggiormente complessi da scrivere tutte le volte?
Certamente spero di “aver oltrepassato la montagna”, ma ho smesso di fare predizioni. Ogni volta che lo faccio, mi brucio. Sto ancora facendo il giocoliere con un sacco di palle. Forse troppe, ma avendole buttate in aria, mi sento obbligato a continuare a giostrarle.
Saluti,
George R. R. Martin

fonti: 
/www.labarriera.net/ 

Informazioni sul lavoro della HBO da Vince Gerardis


Il sito brasiliano dei media POP ha fatto un’intervista a Vince Gerardis, fondatore di Grok! Studio e co-produttore di Game of Thrones che ha aiutato a mettere insieme GRRM e Benioff & Weiss, mentre visitava la mostra della tecnologia e dei media Campus Party (questo eventi, sfortunatamente, non si è rivelato interamente come è stato pianificato: le difficoltà tecniche hanno impedito a GRRM di partecipare a una web chat che con i partecipanti, cosa per la quale il Campus Party ha pubblicato delle sincere scuse).
Ci sono alcuni affascinanti pezzi di materiale, anche se alcune serie questioni di traduzione e trascrizioni sembrano aver fatto perdere molto nel processo. Correggeremo il resoconto sotto.

Prima di tutto, quando abbiamo chiesto di prequel come “The Hedge Knight”, la trascrizione dell’intervista è un po’ oscura e fa sembrare che Gerardis stesse parlando nello specifico dei racconti Dunk & Egg. In realtà, ha avuto una risposta più generale e più lunga alla domanda che non è entrata nel pezzo pubblicato. Ci è stato detto che sarà della HBO la decisione se portare avanti qualcosa del genere, che la HBO ha discusso con lui e con gli altri di tante idee possibili in relazione alla serie, ma il fatto è che fare la serie è già abbastanza impegnativo, con così tanta cura e abilità, e sarebbe ingiusto fare più pressioni in questo periodo. Comunque Gerardis sicuramente spera che in un anno o due, quando usciranno i giochi e saranno mandate in onda ulteriori stagioni dello show, che la HBO possa iniziare a pensare di usare per intero il materiale che GRRM ha prodotto.

E qui c’è uno spoiler: quando a Gerardis è stato chiesto se ci fosse qualcosa che gli sarebbe piaciuto che fosse diverso, la sua preoccupazione più grande è stata che i fans di George vogliono sempre di più  e, basandosi sulle risposte che ha visto su internet, si aspetta che molti di loro vorranno persino più Battaglia delle Acque Nere.

E’ così fantastica nel modo in cui George l’ha scritta nel suo libro, che Gerardis voleva che potesse esserne riprodotto di più sullo schermo. Appare nell’episodio 9 (“Blackwater”, scritta da George) ed è semplicemente fantastica lì. Ma GRRM aveva alcune decisioni difficili da fare su come presentare la sequenza, perché lo show ha solo una certa quantità di minuti disponibili.  La specifica lunghezza in minuti data nel resoconto dell’intervista è stata un’incomprensione.

fonti:
/www.labarriera.net/
/www.westeros.org/

venerdì, febbraio 17, 2012

Intervista a Podrick Payne


Peter Dinklage è tornato nel suo ruolo di Tyrion nella seconda stagione “Game of Thrones”, che gli ha fatto vincere un Emmy e un Golden Globe. Avrà un nuovo alleato alla corte, nel suo viaggio ad Approdo del Re che inizia il 1 aprile sulla HBO. Si tratta di Scotsman Daniel Portman, nei panni Podrick Payne.

Uno dei volti più freschi nel cast di questa stagione, l’attore di 19 anni cresciuto a Glaskow è gettato nel cuore del dramma di Approdo del Re, interpretando l’osservatore silenzioso Pod, lo scudiero insicuro e giovane del nuovo Primo Cavaliere del Re.

Daniel aveva solo un credito importante (The Angels Share” del regista britannico) quando gli è stato offerto il ruolo del timido e tenero Pod, che segue e assiste il nuovo giocatore politico Tyrion.

Uno sportivo talentuoso nel corso della sua prima adolescenza, che ha mantenuto la sua forma fisica personale nel corso di intense sessioni di allenamento, Daniel ha messo da parte i suoi addominali e le sue abitudini di palestra per interpretare il giovane e molto meno scolpito scudiero Pod.

Ma ridurre il sollevamento pesi e la palestra è stata la parte facile. Quando Daniel si è reso conto di qualcosa che gli amanti dei libri sanno già – il fatto che le interazioni di Podrick avvengono principalmente con Tyrion – e che avrebbe permesso a una star in ascesa di misurarsi con un veterano, Daniel ha detto a AccessHollywood.com che ciò gli ha provocato più nervosismo.

Mentre continuiamo il nostro conto alla rovescia per la seconda stagione di “Game of Thrones”, AccessHollywood.com si è messo in contatto telefonico transatlantico con Daniel per scoprire come le cose si sono rivelate quando finalmente ha incontrato la sua co-star. Per prima cosa, tuttavia, Daniel spiega semplicemente chi è Podrick.

AccessHollywood.com: Quindi chi è questo giovane Podrick quando lo troviamo nella Stagione 2? Qual’è la sua storia?

Daniel Portman: Pod proviene da una specie di branca molto modesta della Casa Payne. E’ un lontano cugino del boia Ser Ilyn Payne, ed è stato in un certo senso passato da cavaliere a cavaliere. Penso che nei libri sia visto quasi come uno scherzo il fatto che Tyrion sia capitato con questo scudiero apparentemente inutile.

Access: Come compari nel dramma quando inizia la stagione? Segui Tyrion e poi sono in arrivo cose più grandi?

Daniel: Sì, ad essere sincero, è introdotto un po’ come se fosse lì, ma non fosse importante che si trovasse lì, solo un altro scudiero… un altro aiuto o servizio che si ritrova entro la fine della stagione, diventando lo scudiero personale di Tyrion. Penso che questo sia tutto ciò che posso rivelare.

Access: Ma ci sono cose più grandi in arrivo quando il dramma si surriscalda, vero?

Daniel: Sì. Pod non è esattamente ciò che sembra. Sì, giocherà un ruolo abbastanza importante verso la fine della serie.

Access: Parliamo dell’incontro con Dinklage l’anno scorso. Lo hai incontrato prima o dopo la vittoria agli Emmy?

Daniel: L’ho incontrato prima brevemente, per filmare una scena in cui non avevo molto da fare, e non abbiamo avuto occasione di parlare. E’ stato molto frettoloso. Era una scena lunga, quindi la gente era interessata a proseguire… Sono tornato in Irlanda per circa un mese per il mio secondo periodo di ripresa… La maggioranza del mio materiale è con Peter, abbiamo finito per chiacchierare e per andare d’accordo come una casa in fiamme. Entro la fine, eravamo davvero buoni amici, davvero buoni compagni. Abbiamo riso insieme sul set, e penso che questo trasparirà sullo schermo per noi. Mentre la serie proseguiva, siamo diventati, credo, più a nostro agio insieme, e c’è un po’ di realismo nel modo in cui si è sviluppato il nostro rapporto perché siamo diventati amici migliori con il proseguire della serie… Io ero terrorizzato di incontrarlo. Ero assolutamente scioccato perché credo che sia un attore fantastico e avevo un rispetto enorme per lui. E’ così coi piedi per terra e rilassato.

Access: Hai visto la sua apparizione in ‘30 Rock’?

Daniel: Non l’ho visto. L’ho visto nel film [del 2003e acclamato dalla critica] ‘The Station Agent’ anni fa e sono stato semplicemente incantato. Ho pensato che fosse eccellente e quando ho sentito che ero in ballo per una serie TV in cui era coinvolto, ero molto, molto eccitato. E il fatto che abbiamo lavorato insieme è stato assolutamente grandioso perché così puoi imparare molto. Come attore giovane, ho imparato molto dal guardare lui.

Access: Hai dovuto fare allenamento per interpretare Pod?

Daniel: No… Ho letto la sceneggiatura del personaggio e… siamo abbastanza diversi nella personalità. Lui è molto nervoso e molto timido e non è per niente sicuro di sé. E io sono completamente l’opposto… Ho deciso, per farlo apparire un po’ meglio, di smettere di allenarmi per un po’, ho ridotto un po’ la massa muscolare e ho deciso di metter su un pochino di peso per assumere un aspetto un po’ più tenero.

Access: Ossuto?

Daniel: Non ossuto… Volevo far sì che apparisse un po’ fuori posto quando indossa i suoi vestiti e la gente in qualche modo lo guarda in modo strano. Questo è il motivo per cui l’ho fatto. Non sembrerebbe molto autentico se questo timido e gravemente nervoso ragazzo si presentasse con gli addominali scolpiti ed esplodesse fuori dai suoi vestiti. Ho pensato che probabilmente sarebbe stato meglio tagliare il mio regime e lasciarmi andare un po’ per sembrare… più convincente.

Access: Nei libri, Pod ha circa 12 anni. Il personaggio di Emilia Clarke, Daenerys, ne ha 14 o 15, ma hanno alzato l’età a chiunque nello show. Hai capito quanti anni ha il tuo personaggio?

Daniel: Io guardo a Pod come se avesse 16 anni…Ci sono bambini lì in giro che sono cresciuti più in fretta di lui e lui in qualche modo è rimasto indietro… Il modo in cui ho visto ciò è quello di mantenere la debolezza e l’inadeguatezza. Ho pensato che sarebbe stato carino se fosse stato in un certo senso una via di mezzo tra un adolescente e un giovane uomo adulto. Quel genere di fase goffa in cui si ritrovano molti ragazzi, e non sono a proprio agio con il loro corpo. Sono davvero imbranati, e pensano per tutto il tempo di avere un aspetto terribile.

Access: Tu hai letto per altri ruoli di ‘GOT’ prima di approdare a questo. Guardando indietro, ha funzionato per il meglio – tu sei arrivato a lavorare in scene con principalmente una persona?

Daniel: Per me, ha sicuramente funzionato per il meglio, perché ho… davvero iniziato solo pochi anni fa. Non ho esperienza in questo e il fatto che, sai, Pod non è un personaggio principale in termini di dialogo. Non dice molto a causa del suo nervosismo, ma avere l’opportunità di interpretarlo con il mio viso e con quello che faccio… hai ragione, di solito sono cose di piccola scala, di solito lavoro con Peter o con Peter e Jerome [Flynn, che interpreta Bronn]. Ha funzionato per il meglio.

Access: Quando hai letto dei libri di George R. R. Martin?

Daniel: Ho guardato la prima serie e poi ho letto i primi due libri prima di essere coinvolto, proprio perché ho pensato che fosse bella e volevo leggere un po’. Ora che ci sono dentro, ho letto fino al terzo libro e non intendo proseguire oltre al momento. Non voglio davvero andare avanti e fare decisioni attoriali e cose simili

Access: I fans di ‘GOT’ sono una community devota. Quando la gente ha scoperto che tu sei stato scelto, la tua vita è cambiata?

Daniel: Sì, è strano. Sono un punto di conversazione per i miei amici. Parleranno con gente che ha letto i libri e li porteranno nel pub o in pubblico… perché è una delle serie più calde del pianeta. Tutti ne vanno pazzi. Stanno impazzendo al pensiero ed è proprio abbastanza surreale. Anche i fan site, sai, Winter Is Coming, e Westeros, e cose del genere, continuano a fare aggiornamenti con il cast e avevano su la foto quando sono stato scelto. Sono stato riconosciuto alcune volte quando ero a Glasgow da dei veri fans accaniti dei libri. Si sono presentati e hanno chiesto se fossi il ragazzo che è stato scelto per interpretare Podrick Payne, quindi è stato fantastico. Molto surreale, molto surreale.

fonte:
www.labarriera.net 

venerdì, ottobre 28, 2011

Un'altra intervista a George Martin!

Se George R.R. Martin pensava di avere un fan base accanito quando ogni libro della sua saga fantasy best seller "A Song of Ice and Fire" era divorato da lettori impazienti, il successo dell’adattamento HBO di Game of Thrones ha alzato considerevolmente l’asticella. Abbiamo parlato a Martin mentre si accomodava dopo un lungo tour PR e tornava per lavorare al prossimo libro della saga, The Winds of Winter.

George R. R. Martin

Qual è il tuo coinvolgimento nella stagione due di Game of Thrones?
Ho scritto l’episodio nove, "Blackwater." Al momento stanno girando lo show nell’Irlanda del Nord. Mi piacerebbe essere lì a guardare, ma sono molto preso da altre cose.

Quali attori si sono appropriati dei personaggi e hanno portato qualcosa di nuovo e sorprendente, aggiungendo nuovi strati che non c’erano per forza quando li hai creati?
Penso che abbiamo un cast spettacolare in generale; i nostri direttori del casting hanno fatto un lavoro fantastico. Sicuramente Peter Dinklage ha fatto un lavoro magnifico con Tyrion, che è uno dei miei personaggi preferiti nei libri. Non abbiamo nemmeno fatto fare le audizioni, abbiamo sempre parlato di lui per il ruolo. Lo stesso vale per Sean Bean — anche se abbiamo fatto le audizioni ad alcune persone per il ruolo — ma abbiamo sempre voluto Sean ad è stato incredibile in quel ruolo.
Un altro gruppo che merita una menzione speciale sono i bambini — è molto difficile scegliere un bambino. I nostri bambini devono portarsi sulle spalle un serio peso drammatico — ci servivano degli attori giovani davvero bravi. Ce ne sono capitati di formidabili.

Qual è la tua preoccupazione più grande per il TV show quando entrerà di più nella profondità della storia?
Sicuramente ci sono sfide che si presentano davanti, e con il proseguimento dello show diventeranno più grossa. Volevo scrivere un libro grande quanto la mia immaginazione. Ora David [Benioff] e Dan [Weiss] affrontano la vera sfida di come tradurre questa cosa complessa, con un cast di migliaia, castelli enormi, draghi e muri di ghiaccio: serie sfide di produzione che crescono con ogni libro. Credo che una delle difficoltà più grosse sia il budget e il tempo per le riprese. Abbiamo avuto dieci ore per la prima stagione e lo stesso per la seconda. Boardwalk Empire ne ha dodici, Treme ne ha dodici — se avessimo avuto due ore in più avremmo potuto raccontare molto di più della storia. Storm of Swords [il terzo libro] è enorme e dovrà essere spezzato in due stagioni, penso. Ma David e Dan sono grandi e hanno messo insieme una grande squadra. Quindi se qualcuno può riuscirci, loro ci riusciranno.
L’altra cosa che mi preoccupa è ciò che io chiamo l’effetto farfalla. Se vi è famigliare il racconto breve di Ray Bradbury, sapete cose intendo. In TV, abbiamo visto la morte di Mago, ma lo rivedremo nei libri, è ancora vivo. Dovrà essere diverso nello show rispetto al libro, perché lo hanno ucciso. Questi sono quei generi di effetti-ripercussione che possono accadere.

Come gestisci tutti quei dettagli? Esiste qualche enciclopedia gigante o un file del computer che usi quando scrivi?
E’ per la maggior parte nella mia testa. Elio Garcia [che dirige Westeros.org] sembra conoscere Westeros meglio di me. Inizio a desiderare di non essermi mai scomodato per il colore degli occhi della gente. [Nota: questo è argomento di molte contorte teorie cospirazioniste dei fan.] E quella è stata una delle prime cose ad andarsene nella serie TV: le lenti a contatto viola non stavano bene davanti alla telecamera.
[Se avete solo guardato lo show ma non avete letto tutto fino ad A Dance With Dragons, potreste volervi fermare qui. Ci sono spoiler più avanti.]

Parlo a nome di tutti i tuoi lettori impazienti e ti chiedo: a cosa stai lavorando in questi giorni, a parte il tanto atteso The Winds of Winter?
Il tour per il libro ha richiesto molto tempo. So che alcuni scrittori riescono a scrivere in viaggio, ma io non sono uno di questi. Ho circa 100 pagine fatte per il prossimo libro, che sono principalmente pagine che avevo finito [per A Dance With Dragons] e che ho deciso di togliere. Ci tornerò su a gennaio.
Prima di questo, ho bisogno di finire diverse altre cose. Ho una nuova novella Dunk and Eggche comparirà nell’antologia chiamata Dangerous Women. Ho anche da fare la concordanza, The World of Ice and Fire, che sarà un grande lucido libro sulla storia e la genealogia di Westeros. Ci sto lavorando su con Elio Garcia.

Avrà del materiale nuovo, o sarà solo messo tutto insieme in un posto?
Ci saranno delle storie che non sono stato in grado di inserire da altre parti.

Con il procedere dei libri, sembra che otteniamo sempre più informazioni su quello che succede il passato, prima dell’inizio del primo libro. Sembra quasi che la storia di muova in due direzioni, indietro e avanti al tempo stesso.
Ho rivelato sempre di più della Ribellione di Robert, la giovinezza di Robert e Ned e quello che è accaduto a loro. La gente ha fatto domande, ma io non ho intenzione di scrivere un prequel, perché con ogni libro scopri sempre di più, cosa che fa luce sul presente in modo diverso.

Alcuni degli sviluppi in A Dance With Dragonsaprono la possibilità che alcuni personaggi possano essere in grado di influenzare gli eventi che sono già accaduti. Lasci aperta la possibilità che il passato possa essere malleabile?
[Lunga pausa.] Non è qualcosa che mi interessa rivelare. Direi che il passato, il presente e il futuro sono un continuum, e ci sono diversi modi di guardarlo. Il passato è sempre con noi.

A Dance With Dragonsdedica molto tempo ad Essos, che è in qualche modo analogo all’Asia e al Medio Oriente nel mondo in cui la storia è ambientata, in contrapposizione a Westeros, che sembra essere molto debitore all’Europa Occidentale. Mentre leggevo di Dany, che è diventata una governante straniera dalla pelle chiara in una terra esotica, questo mi ha ricordato The Man Who Would Be King, il film di Sean Connery e Michael Caine basato su a Rudyard Kipling story. Pensi a questi parallelismi — colonialismo, il “fardello dell’uomo bianco” — quando scrivi?
Ho detto molte volte che non mi piacciono le allegorie mal mascherate, ma alcune scene riecheggiano nel tempo. Altre persone hanno fatto l’osservazione, molto più contemporanea, che ci potrebbero essere degli echi della nostra attuale disavventura in Afghanistan e Iraq. Sono consapevole dei parallelismi, ma non sto cercando di spalmare della pittura sulla guerra in Iraq e chiamarlo fantasy.

Quando le civiltà si scontrano nei tuoi libri, invece di Fucili, Gemme e Acciaio, forse è più Draghi, Magia e Acciaio(e anche Gemme).
C’è magia nel mio universo, ma è abbastanza poca in confronto agli altri fantasy.
I draghi sono un deterrente nucleare, e solo Dany li ha, cosa che in un certo senso la rende la persona più potente del mondo. Ma è sufficiente? Questo è il tipo di problemi che cerco di esplorare. Gli Stati Uniti attualmente hanno la capacità di distruggere il mondo con il nostro arsenale nucleare, ma questo non significa che siamo capaci di raggiungere specifici scopi politici.
Il potere è qualcosa di più subdolo. Puoi avere il potere di distruggere, ma questo non ti dà il potere di cambiare, di migliorare, di costruire.

Alcuni dei tuoi accaniti  lettori, incluso me, hanno passato molto tempo a speculare su quanti diversi tipi di magia ci sono lì nel tuo mondo. O è tutto manifestazione delle stesse misteriose forze soprannaturali?
E’ qualcosa che mi piace rivelare poco alla volta.
Vi posso dire che in genere quando hai a che fare con la magia nel fantasy, devi mantenerla magica. Molti scrittori fantasy risolvono questi sistemi dettagliati, e io penso che sia un errore.
Per far sì che la magia funzioni in senso letterario, deve essere sconosciuta, strana e pericolosa, con forze che non possono essere predette e controllare. Ciò la rende, credo, molto più interessante ed evocativa. Funziona come simbolo o metafora di tutte le forze nell’universo che non comprendiamo e forse non comprenderemo mai.

Quindi, non vuoi spiegare i livelli midi-chlorian?
Se avessi voluto scrivere fantascienza, avrei scritto fantascienza.


Fonti:

lunedì, ottobre 17, 2011

Intervista ad Arya: aspettando la seconda stagione...


Grazie a Kate, la donna straordinaria dietro a FanFavourites, ho avuto la possibilità di intervistare la maggioranza del cast presente al FanFavourites event.

La prima persona a cui ho fatto domande è stata Maisie Williams, la vera e l’unica Arya Stark di Grande Inverno.
L’intervista può contenere spoiler minori riguardanti il destino di Arya, quindi siete avvisati.

GameofThrones.hu: Sai cosa aspetta Arya nei libri successivi? Cresce diventando abbastanza tosta, sai. Sei eccitata di filmare quelle scene?
Maisie Williams:Già, so molto di quello che accade ad Arya e, se avremo la possibilità di arrivare così lontano, sono molto eccitata di vedere come faranno quel genere di cose. Ma, um, no, penso che sarà un’esperienza grandiosa ed è una parte così figa da avere.

GameofThrones.hu: Arya deve sostenere una storyline intera della Stagione 2 tutta sola. Come ti senti a riguardo? Hai delle preoccupazioni riguardo al venir separata dagli altri personaggi principali?
Maisie Williams:Penso che filmare questa stagione sarà molto diverso, perché la scorsa volta ero con Sophie Turner, che interpreta Sansa, ed ero molto vicina a lei. Questa stagione Arya è tutta sola, davvero, quindi sarà molto diverso, ma penso che sarà comunque una bella esperienza, perché ho avuto la possibilità di stare con tutti quelli che conosco e, dal momento che la storia di Arya prende delle svolte, io penso che… la storia delle mie riprese cambierà anch’essa e non vedo l’ora.

GameofThrones.hu: Avrai un incarico piuttosto difficile quest’anno, visto che Arya è da sola e vede un sacco di cose che nessun bambino della sua età dovrebbe vedere.
Maisie Williams: Sono molto eccitata di vedere come ciò cambierà le cose in televisione, perché non c’è nient’altro di questo genere. Sarà emozionante vedere cosa succederà in dieci anni, se le cose cambieranno, se ci saranno più cose fantasy in televisione e se diventa più popolare. Con i cambiamenti nella storia di Arya si farà in modo che la gente pensi che questo è molto diverso…

GameofThrones.hu: In qualche modo questo apre delle porte…...
Maisie Williams:Sì, sicuramente. Penso che abbia iniziato a introdurre cose diverse in televisione.

GameofThrones.hu: Quanto mi puoi dire della Stagione 2? Quali scene hai fatto? Oppure dire questo è… totalmente proibito?
Maisie Williams:Non so quanto vi posso dire, ma ora sono circa a un terzo delle riprese e ho fatto un paio di scene davvero belle, ma um…

GameofThrones.hu: scene di Harrenhal?
Maisie Williams:[sorride] No comment.

GameofThrones.hu: Okay.
Maisie Williams:Ho fatto un paio di scene, e penso che a tutti piacerà decisamente quello che succede ad Arya. Sarà davvero davvero bello. Ci sono piccole cose che voi ragazzi non sapete… proprio come nella Stagione 1, ci saranno piccole sorprese. Penso che sia un bene perché voi ragazzi conoscete già la storia, e cambiarla sia una buona cosa. Quindi sì, state in guardia su questo.

GameofThrones.hu: Ho visto che hai dimostrato molta dedizione verso il ruolo e ti sei addirittura tagliata i capelli. Non volevi metterti una parrucca?
Maisie Williams:Beh, nella prima stagione indossavo una parrucca per la scena finale, in cui hanno tagliato i capelli. Ma quando è arrivata la seconda stagione, loro mi dicevano: “vorresti tagliarti i capelli? Perché ci vorrà molto tempo per indossare la parrucca ogni mattina,” e inoltre la parrucca non mi sembrava nemmeno bella… La mia reazione immediata è stata “assolutamente no, non ho intenzione di tagliarmi i capelli,” ma dopo averci riflettuto, ho pensato che la gente su internet avrebbe detto “ah, è troppo giovane, non si taglierà i capelli, non lo farà, è troppo chiedere questo”. Quindi mi sono detta… mmm… Mi fa piacere vedere che tutti sono contenti anche della questione della mano sinistra, volevo rimanere fedele ai libri, e poiché non ho mai fatto scherma prima d’ora è stato abbastanza facile imparare con la mano sinistra. Sono felice che a voi ragazzi piaccia, e amo il fatto che sia una sfida e non semplicemente… facile.

GameofThrones.hu: Il fatto di essere dentro un grande show televisivo come Game of Thrones come influenza la tua vita quotidiana? Senti molti riferimenti ad Arya da parte dei tuoi compagni di scuola? I tuoi insegnanti ti danno meno compiti per via delle tue abilità con la spada?
Maisie Williams:Penso che abbia cambiato la mia vita, completamente. A scuola, penso che a volte la gente sia più dura con me perché tutti gli insegnanti dicono “ugh, devi fare tutte queste cose che hai da fare, e devi fare anche i compiti,” quindi… Ma è davvero grandioso, e tutti i miei amici mi sono  molto di sostegno. Non cambierei le cose, ma a volte diventa un po’ difficile.

GameofThrones.hu: Ti ringrazio molto per l’intervista. Continua con il buon lavoro.
 

mercoledì, ottobre 12, 2011

Intervista allo scrittore del fumetto di "A Game of Thrones"

Dynamite Entertainment ha rilasciato la prima copia di “A Game of Thrones," basata sul primo romanzo di "A Song of Fire and Ice" di George R.R. Martin il 21 settembre. Mentre a molta gente “A Game of Thrones sarà famigliare grazie alla largamente popolare serie della HBO, l’adattamento di Daniel Abraham si basa direttamente sul romanzo, prendendo dal materiale originario che ha reso la serie tv così coinvolgente. Scritto da Daniel Abraham e disegnato dall’artista Tommy Patterson, il fumetto promette di portare il mondo di George R.R. Martin alla pagina stampata in modo grande.

Per scoprire qualcosa di più sulla transizione della grande epica fantasy sul fumetto, CBR News ha parlato con Daniel Abraham del suo lavoro di adattare "A Game of Thrones," dei suoi incarichi di portare creazioni precedenti di Martin a fumetti, dell’impresa di restare fedele al romanzo e di cosa aspettarsi nei fumetti futuri della saga "A Song of Fire and Ice".

CBR News: Daniel, dicci un po’ del tuo adattamento di "A Game of Thrones." Il primo libro è enorme, quanto della storia il fumetto arriverà davvero a coprire e come sono i numeri e le suddivisioni?
Daniel Abraham:Siamo stati fortunati in questo. Era importante fin dall’inizio di avere lo spazio per raccontare la storia in modo giusto, quindi l’editore, George e io parlavamo fin dai primi stadi di come rendere giustizia al romanzo. Da un lato, sarebbe stato grandioso semplicemente esplodere e avere migliaia di pagine per entrare davvero nelle singole scene, ma le dita di Tommy alla fine si sarebbero staccate, no?
Abbiamo steso un abbozzo di ventidue numeri di ventinove pagine ciascuno. Questo ci dà una pagina di immagini per ogni pagine di testo nel libro originale. Almeno nella copia che ho io.

Tu hai già fatto dei grandi lavori con le Wild Cards di George R.R. Martin, e i fans probabilmente ti riconosceranno da questo, ma come sei stato coinvolto nel progetto?
Ho davvero fatto una buona quantità di adattamento dei Iavori di Gerge prima. Ho scritto per il romanzo "Fevre Dream" per Avatar Press e una miniserie di cinque numeri basata sul racconto di George "Skin Trade" che ancora non è uscita. Ho anche collaborato con lui in altri progetti. “Wild Cards” è uno, ma abbiamo anche scritto un romanzo insieme a Gardner Dozois, chiamato "Hunter's Run." Lui sa abbastanza come lavoro e come lavoro con il suo materiale. Questo ci dà un certo livello di fiducia. Inoltre, vivo abbastanza vicino a lui, quindi posso andare da lui in macchina per pranzo se ce n’è bisogno. Questa non è mai una brutta cosa.


Come sanno i fans del romanzo, "A Game of Thrones" è diviso in tre storyline: i Sette Regni, la Barriera e l’Est. Come sfrutterà il fumetto queste trame separate?
Parte di quello che rende affascinante la traduzione dal testo in immagini in sequenza sono gli strumenti che entrano in gioco e che prima non c’erano. Come la paletta dei colori. Nel testo, George deve regolare la location ogni volta con cose come il personaggio PdV e del lavoro davvero carino che fa con il linguaggio. Per quanto ci riguarda, noi possiano segnalare lo spostamento in modo puramente visuale. Detto questo, non stiamo cercando di isolare i diversi luoghi. In alcuni numeri li avremo tutti e tre, altri saranno più incentrati su uno solo, ma speriamo di dare il senso di una grande storia unificata che deriva dall’intreccio tra i vari luoghi.

Quanto vicino sarà adattato lo stile narrativo? I lettori avranno ancora l’esperienza della trama che si svolte attraverso i molteplici punti di vista?
Cerchiamo di restare molto fedeli al libro e alla storia nel libro. Ci sono alcune cose dello stile di George che non tradurremo in fumetti, e quando ciò accade, cerchiamo di raggiungere le cose che sono più fedeli allo spirito entro il contesto. Assolutamente abbiamo i punti ti vista multipli. Abbiamo i diversi paesaggi. Abbiamo la sensazione di malinconia e crudo realismo. La mia scommessa è che le persone che si accostano a questo progetto dovrebbero essere in grado di sentirci dentro la voce di George. Non sono lo scrittore, sono l’adattatore. Il vero segno di successo per me sarebbe se nessuno si accorgesse che io sono lì.

Hai collaborato con George R.R. Martin nel processo di adattamento del romanzo al fumetto? Se sì, quel’è stato il processo creativo in ciò?
Ho parlato molto con George durante il processo. Ci sono cosa sulla storia che conosce solo lui, e non sono tutte ovvie. C’era una scene che ho dovuto rielaborare perché c’è una particolare battuta di dialogo che è importante per l’ultima scena di “A Dream of Spring”, e a guardarla non te ne accorgeresti. Per questioni come questa, non c’è nulla che possa sostituire il parlare con l’uomo in persona. Detto questo, è molto chiaro che George non sta scrivendo un fumetto. Ha investito una gran quantità di fede e fiducia in me. E che dio impedisca che gli intralci la strada nella scrittura di “The Winds of Winter”. Se avrò la reputazione di chi rallenta quel progetto, sarò appeso agli alberi.

Allo stesso modo, dacci un’idea del processo di collaborazione con Tommy Patterson. Come voi due avete lavorato insieme per portare questi personaggi nei fumetti?
Lavorare con Tommy è stato grandioso. Non è qualcuno che conoscevo prima di iniziare il progetto, ma è stato molto veloce ad aiutarmi. Ci scambiano email e messaggi, ed è stato davvero professionale nell’accogliere feedback sia da me che dagli editori e nel rielaborare i suoi disegni per adattarli a quello che gli abbiamo chiesto. Dopo George, credo che questo sia davvero il progetto di Tommy. La visione e lo stile visuale che porta alla storia è quello che la gente vede sulla pagina, e io sono qui a sostenerlo. E devo dire che, ogni volta che ho fatto nella scrittura qualcosa che mi sembrava che gli chiedesse troppo, lui è stato saldo nel soddisfarlo. Vuole che il progetto sia meraviglioso e io ho un rispetto assoluto per il lavoro che sta facendo.

La serie “A Song of Ice and Fire” di George R.R. Martin's ha sfornato una gran quantità di prodotti, incluso un gioro di ruolo, un gioco di carte, un gioco da tavola e (ovviamente) la largamente popolare serie tv della HBO. Con tutto questo materiale, qualcosa si è intromesso nel tuo processo creativo per il fumetto?
Non ho messo le mani sul gioco di carte e cui GDR, ma sono stato uno dei giocatori beta per il gioco da tavola quando George ha ottenuto la sua copia. Avevo già scritto diversa roba quando il prodotto HBO è uscito e sono davvero contento che sia andata così. Avevo già fatto alcune decisioni che erano un po’ diverse da ciò che stavano facendo loro e questa distanza per me è importante. La serie tv è un grande lavoro, ma il mio incarico non è adattare lo show, ma il libro originario. Questo è davvero quello su cui mi focalizzo.

Parliamo un po’ dei personaggi. I romanzi hanno il beneficio di un’incredibile quantità di prosa per descrivere i personaggi e le loro espressioni. Quel’era per te l’impresa nell’adattare i personaggi della casa Stark e della Casa Lannister, come Jon Snow, Viserys Targaryen, Tyrion Lannister e il resto del cast?
La cosa più difficile per me era quella di capire cosa George ha fatto nel testo per evocare questi fantastici personaggi e poi trovare il modo per usare quel metodo direttamente o descriverlo per Tommy. Parte di ciò che rende i personaggi di George così splendidi è il modo in cui si espandono nella sua mente per acquisire dimensioni e profondità, anche oltre ciò che si trova sulla pagina. Questo è un vero potere. Ci saranno sempre dei modi in cui il nostro Tyrion e il nostro Jon Snow sarà diverso dalle interpretazioni di altri. Trovare la cosa con cui il romanzo li ha resi veri e poi farlo con i nostri mezzi è stata la vera impresa.

C’è stato qualcosa nel romanzo che tu hai voluto includere nell’adattamento e che è stato tagliato?
La storia e il background.  Ne sento la mancanza.  A volte nel libro si va avanti per una pagina o due con questa bella esposizione che delinea la storia di Westeros e le persone che l’hanno fatta. Questo dà tremendo peso e solidità a tutto il resto dell’azione, e volevo tanto avere tutto ciò anche nel fumetto. Ho provato in un paio di numeri di prendere una pagina e di fare la versione illustrata dove si conservano questi lunghi passaggi di testo con alcune immagini che li accompagnano. Non ha per niente funzionato, ma l’impulso era quello.

Qual è stato l’aspetto più bello dell’adattare "A Game of Thrones" per il fumetto?
Ho dovuto fare una lettura molto vicina di "Game of Thrones."  Probabilmente più vicina di quanto avrei mai fatto altrimenti. Ed è uno di quei libri dove più guardi, più vedi. Leggo una frase e penso: “Oh, vedo che qui si sta preparando per  tre libri”.

Perché credi che "A Song of Fire and Ice" si presti bene agli altri media, come la televisione, i giochi e in particolar modo i fumetti?
E' una gran storia. Puoi cambiare la presentazione e gli strumenti di lavoro, ma la cosa che viene conservata, la cosa che è forte prima di tutto, è la storia. Personaggi di cui ti importa quando lottano, soffrono, falliscono e hanno successo. La suspense e l’autenticità delle emozioni che arriva attraversa ogni media.

Certo,  la storia non finisce con "A Game of Thrones." Considerando la gran popolarità dei libri e della serie HBO, com’è il futuro per l’adattamento degli altri romanzi?
Questo è davvero qualcosa che dovranno decidere i fans. Io penso che sarebbe grandioso avere l’intera serie disponibile in fumetto. Se c’è dell’interesse in esso, penso che avremo la squadra per farlo.

fonti:
AryaSnow [la Barriera]
CBR

Intervista a George Martin

Ringrazio Lord Beric per la traduzione pubblicata su la Barriera, l'intervista che segue è stata pubblicata in lingua originale da www.maximumfun.org





Prima di tutti, George R. R. Martin, congratulazioni per tutti i tuoi recenti successi con la serie TV e con il nuovo libro, A DANCE WITH DRAGONS, per averlo finito, fatto uscire e per aver raggiunto il numero uno nelle classifiche e tutto il resto.
Grazie davvero. È stato un anno emozionante.

Immagino. Torniamo un po' indietro. Vorrei parlare di qualcosa di molto tempo fa nel tuo lavoro. Alla fine di agosto apparì una lettera ripresa poi in ogni dove in internet; una lettera che hai scritto sulle colonne del libro a fumetti "The Avengers" nel 1964.
[risate] Sì, vero!

Credo che tu avessi circa sedici anni, all'epoca. In quella particolare lettera, avevi suggerito il numero nove di "The Avengers" fosse un po' meglio del numero trentadue di "Fantastic Four". La mia domanda è: ricordi perché?
Puoi commentare quella particolare storia, ricordo che "The Avenger" #9 era l'introduzione di Wonder Man.
Oh, sì, mi piaceva Wonder Man! Sai perché? Ora mi ricordo bene. Wonder Man muore in quella storia. È un personaggio nuovo, viene introdotto, e muore. Spezza veramente il cuore. Mi piaceva il personaggio; era un personaggio tragico, condannato. Penso di aver avuto un debole per i personaggi tragici e colpiti dal fato da quando ero un ragazzino della high school.

Specialmente quelli che potrebbero morire in ogni momento.
Naturalmente, essendo un fumetto, Wonder Men non rimase morto a lungo. Tornò un anno o due dopo ed ebbe una vita lunga molti decenni. Il fatto che fosse presentato, si unisse agli Avengers e morisse nella stessa uscita ha avuto un grande impatto su di me quando ero un ragazzo alla high school.

Immagino fosse abbastanza sorprendente in un comic book dell'epoca vedere un intero arco narrativo risolversi tragicamente in quel modo in un'unica uscita.
Sì. È difficile da capire, credo, dal punto di vista avvantaggiato del 2011 come andassero le cose nei fumetti nei primi anni '60. Era la Marvel a cui scrivevo le mie lettere, che erano davvero rivoluzionarie per l'epoca. Stan Lee stava facendo alcuni lavori fantastici. Fino ad allora i fumetti dominanti erano stati quelli della DC che, al tempo, erano sempre molto circolari. Superman o Batman avevano un'avventura, e allaa fine dell'avventura si ritrovavano esattamente al punto di partena. E poi l'uscita dopo aveva lo stesso percordo, quindi non cambiava davvero nulla nei personaggi della DC.
I personaggi della Marvel erano in costante cambiamento. Avvenivano cose importante. La composizione degli Avengers cambiava continuamente. Alcuni se ne andavano, avevano scontri e via dicendo. Al contrario della DC dove tutto filava liscio ed era tutto molto carino e tutti gli eroi si piacevano vicenda. Non accadeva nulla di questo, quindi veramente, Stan Lee introdusse un nuovo livello di caratterizzazione ai fumetti; forse anche un tocco di grigio in alcuni personaggi. Guardandoci indietro adesso, posso dire che probabilmente hanno avuto un'influenza sul mio lavoro maggiore di quanto io possa aver sognato.

Presumo a questo punto che quando hai inviato quella lettera avevi già in mente di voler fare lo scrittore.
Beh, una volta abbandonata l'idea di fare l'astronauta. Ad un certo livello pensi davvero di volare su altri pianeti, e poi pensi, "beh, magari non volerò sugli altri pianeti." Pensavo che avrei potuto semplicemente scrivere di altri pianeti e altre cività. Penso che sia nella high school quando ho veramente capito di voler provare a scrivere storie per vivere; inoltre, scrivevo storie già da un decennio. Persino quando ero nella grade school scrivevo brevi storie di mostri e le vendevo agli altri bambini per un nichelino, che mi avrebbe comprato un dolcetto al bar a quel tempo.

Questo è avvenuto a Bayonne, nel New Jersey?
A Bayonne, nel New Jersey, sì.

Di quale bar di dolcetti stiamo parlando?
Milky Way. Sono un tipo da Mily Way.

Sicuro.
Forse è stato per il nome fantascientifico del bar.

Hai sempre guardato le stelle.
Questo è vero.

È nelle colonne di quelle lettere in cui buona parte di quella che ora chiamamo fandom dei mondi dei fumetti, della fantascienza e del fantasy si incontrava, molto prima che ci fosse internet, ecco da dove viene quel senso di community.
A dire il vero è iniziato molto prima della mia nascita. Il fandom della fantascienza crebbe sulle colonne di "Amazing Stories" e "Astounding" già dagli anni '30. Quando stampavano una lettera in quei giorni, riportavano l'intero indirizzo. Quindi i fan di storie di fantascienza del tempo vedevano di dove erano gli altri fan, e potevano vedere i loro indirizzi e scrivergli e diventare corrispondenti, e la cosa cresceva. Poi infine qualcuno decise, "Beh, vediamoci ed incontriamoci davvero," ed ecco come è andata. Penso che il primo raduno sia stato a Philadelphia, e poi ce ne sia stato uno a New York. Eccom come è iniziato il fandom della fantascienza, che è il papà di tutti i fandom; negli anni '30 e nei primi anni '40.

Sei appena tornato da Worldcom, la convention mondiale di fantascienza.
Sì.

A cui partecipi da molti anni.
Sì, la prima a cui sono andato era nel 1971. Vado quasi ogni anno.

Per gli ascoltatori che magari non sono così famigliari con il mondo delle convention, particolarmente con una storica come il WorldCon, di che si tratta? In particolare, cosa ti offriva nel 1971 e negli anni '70 quando stavi emergendo come scrittore?
Il World Con risale al 1939, quello fu il primo. È uscito fuori dal fandom della fantascienza quando i fan iniziarono a leggersi tra loro e decisero di incontrarsi in carne e ossa, e poi la convention uscì fuori anche da questo schema, quando qualcuno disse, "facciamo un raduno mondiale." Fecero la prima a New York nel '39 per farla coincidere con la Fiera Mondiale di New York del 1939. La gente venne da posti lontani come Philadelphia, credo, e Boston; in effetti, penso ci fossero uno o due che vennero dalla California. Funzionava bene già allora.

Come persona, ad un certo punta volevo diventare un vero scrittore di storie brevi, un'ambiezione deviata come la tua di diventare astronauta, non doveva finire così. Ma non c'erano convention per me, per esempio, per scrittori professionali di storie brevi. Credo che ci siano quelli che chiamano i programmi MFA, ma costano un mucchio di soldi.
Sì, sì. Sfortunatamente è un mondo completamente diverso, il genere letterario, diciamo.

Per uno scrittore di uno dei tanti generi che cadono sotto l'ombrello della fantascienza, cosa offre il WorldCon? Anche magari ad uno che scrive un genere letterario non inquadrabile?
È un'occasione per incontrare i lettori faccia a faccia, e io ho sempre pensato che questa sia una delle cose migliori della fantascienza, del fantasey e in generale del lato immaginifico della letteratore. Abbiamo questa fandom e possiamo incontrarae le gente che legge le nostre storie. Autografiamo i loro libri e loro vengono a trovarci e festeggiamo con loro giorno e notte e loro dicono, "Ehi, ci piace questa storia. Non ci piace quest'altra. Ecco quali sono i problemi. Mi piace la tua storia a parte che hai sagliato questa cosa sul pianeta," ci sono molti scienziati e cose del genere da quelle parti.
Abbiamo questo riscontro. Ho la sensazione molte volte che ci siano persone che lavorano nella letteratura, scrivono storie ed è come se le gettassero in un pozzo. Non incontrano mai chi legge davvero le loro storie.

Beh, molti di loro, non sono poi tanti.
C'è anche questo, vero.

Ma hai ragione, manca una conversazione del genere che abbiamo tradizionalmente visto nella fantascienza e nel fantasy. Francamente penso che ora si senta ancora di più, c'è veramente un accento che gli editori stanno mettendo sui loro scrittori che non necessariamente ricadono nella letteratura e forse non sono proprio di fantasy o fantascienza sul fatto di iniziare a parlare con i lettori.
Internet sta cambiando ogni cosa.

Sì, tramite internet. Non è stato parte delle linee editoriali fino ad ora, ma ora si pensa si dovrebbe fare, per trovare terreno fertile, un'audience.
Sì, penso che non si possa più essere J. D. Salinger. Almeno gli editori non vogliono che tu sia J. D. Salinger. Scrivere le tue storie e vivere in uno splendido isolamento. Vogliono che tu abbia un sito e Facebook e Twitter e tutte queste cose del genere.

Qui "The Sound of Young America", io sono John Hodgman, che sostituisce Jesse Thorn. Il nostro ospite è George R. R. Martin. È l'autore della serie fantasy nota come A SONG OF ICE AND FIRE, conosciuta anche come GAME OF THRONES dalla serie HBO che ne è stata tratta. Ecco una clip dallo show, in cui alcuni mentri della confraternita guerriera conosciuta come Guardiani della Notte discute delle misteriose minacce che si celano a nord dell'enorme Barriera che sono votati a difendere.
Una delle cose che mi ha colpito quando ho visto i uoi libri era che questo è un mondo fantasy che ben pochi immaginerebbero. NOn ci sono molti aspetti fantasy, nel senso che sembra un mondo alternativo.
Universo secondario, come lo chiamava Tolkien.

Lo chiameremo universo secondario, è un termine che mi era già venuto in mente. Non l'ho rubato da Tolkien.
È ambientato in un univero secondario, e ci sono alcuni aspetti di sword'n'sorcery, sebbene si tratti più di spada che di magia almeno nel primo libro; ma è anche ben radicato, ben piantato, e non espressamente mirato a rendere la dura realtà della vita mediaevale, con un sistema feudale a caste aspro e rigido, in cui le sole medicine a disposizione sono specie di poltiglie e la gente è vista come anziata all'età di 35 anni perché si muore di frequente.
Non è un posto o un tempo in cui la maggior parte della gente vorrebbe vivere. Perché è così importante per te scrivere in questa ambientazione?
Come detto, ho letto un mucchio di cose, non solo fantascienza o fantasy. Una delle cose che ho letto di più la storia ed i romanzi storici. Sono un grande fan dei romanzi storici. E leggo anche fantasy. Leggendola, un problema che ho con molti fantasy è venuto fuori, nel senso che il medio evo o una sua approssimazione erano l'ambientazione preferita di una vasta maggioranza di romanzi fantasy degli imitatori di Tolkien e di altri autori, ma lo descrivevano in modo completamente sbagliato. Era una sorta di medioevo a Disneyland, con castelli e principessa e cose del genere. Un sistema a classi, ma non sembravano capire cosa comportasse.

O forse lo vedavano come unaa sentenza di vita, per le persone che ci erano intrappolate, sia nobili che poveri.
È una sorta di medioevo edulcorato. Anche se ci sono castelli e principesse e città circondate da mura, la sensibilità è quella degli Americani del XX secolo. Questo non avviene nei romanzi storici di qualità. Ci sono persone che scrivono romanzi storici e riescono a farlo. Nella mia specie di interlacciamento tra i genere, quello che ho cercato di fare era scrivere un fantasy epico che desse l'immaginazione ed il senso di meraviglia che si colgono nei migliori fantasy, ma il gretto realismo dei migliori romanzi storici. Se riesco a combinare questi due aspetti, potrei avere tra le mani qualcosa di unico e che vale la pena di leggere.

Una cosa dei libri che penso sia dovuta tutta all'immaginazione è la religione di questo mondo. Non sono le religioni del mondo primario in cui viviamo; il mondo dei tuoi romanzi ha alcune religioni principali, alcune sette minori, il continente in cui la maggior prte dei personaggi vive per la maggior parte del tempo ha due filosofie religiose ben sviluppate con un nuovo inserimento che arriva nel continente e guadagna consenso. Sono curioso su questo... in che modo si crea una religione?
Le religioni sono, in un certo senso, religioni immaginarie. Mi sono basato sulle religioni del mondo reale solo distorcendole o espandendole un po'. La fede nei Sette dei è naturalmente basata sulla chiesa cattolica medievale e l'aspetto centralde della dottrina, la presenza di un dio che ha sette aspetti, è parzialmente basata sul credo cattolico in cui c'è un dio che ha tre aspetti: Padre, Figlio e Spirito Santo. Con i Sette, invece, abbiamo il Padre, la Madre, la Fanciulla, la Vecchia, il Fabbro, il Guerriero, e lo Straniero, che raffigura la morte.
Questo è il processo generale nel fare fantasy, devi ancorarti allaa realtà; Poi ci giochi un po'; poi aggiungi elementi immaginari, e poi fai il tutto pià grande. Come la Barriera nei miei libri, naturalmente, è ispirata al Vallo di Adriano, che hho visitato nel mio primo viaggio nel Regno Unito nei primi anni '80. Eravamo saliti in cima al Vallo di Adriano e guardavo a nord e immaginavo come potesse sentirsi un soldato romano di stanza lì nel primo secolo. Alla fine del mondo conosciuto a guardare quelle colline distanti e chiedersi cosa vi vivesse e cosa potesse uscirne fuori. Guardare fuori dai confini del mondo. Proteggere il mondo civilizzato da qualsiasi cosa potesse emergere da quegli alberi. Naturalmente, ciò che tendeva ad emergere erano gli Scoti, e non potevo usarli. Così ho reso la mia Barriera considerevolmente più grande e l'ho fatta di ghiaccio, che è un processo di fantasyzzazione.

Perché il Vallo di Adriano originale era fatto, credo, di lucite.
È da oltre la Barriera che il magico ed il soprannaturale arrivano per invadere il mondo realistici che hai costruito a sud. Una delle cose che mi piacciono del libro è che sei nel mezzo di un fantasy etichettato come fantasy, e forse questo è uno dei modi in cui etichettare un libro come fantasy gioca in maniera positiva con le aspettative del lettore, perché tu ci giri un po' attorno.
Tutti i persoanggi principali, per la maggior parte, credono che le cose che sono normalmente parte di un mondo fantasy (magia, creature soprannaturali, eccetera) siano leggendarie. Il genere di cose che si possono attribuire alle fiabe e alle fantasie giovanili, eppure iniziano, via via che i libri scorssono, a diventare sempre di più parte della vita dei personaggi.
Una delle aree che credo sia più interessante ma anche fonte di problemi, leggendo, riguarda la morte. Abbiamo parlato di come Wonder Man sia tornato indietro. Senza spoilerare molto, posso dire che ci sono personaggi nei libri che uno non si aspetta che muoiano, e invece lo fanno. I tuoi personaggi sono estremamente fragili. È una di quelle cose che mi esalta maggiormente come lettore, realizzare che questi personaggi che si seguono così da vicino possono finire menomati, e queste cicatrici possono rimanere. Possono essere psicologicamente menomati e trasformati da queste cicatrici, e questo colpisce, nei libri. E possono morire. Comunque, via via che la magia torna nel mondo, come rivela la storia, nemmeno la morte sembra esere realmente permanente. Cosa ne pensi?
Penso che se si porta indietro dalla morte un personaggio, allora quel personaggio è passato attraverso la morte, e quella è un'esperienza che trasforma. Per tornare ai giorni di Wonder Man, mi piaceva il fatto che fosse morte, e sebbene mi piacesse il persoanggio anche dopo, non ero così entusiasta quando era tornato indietro, perché in qualche modo disfaceva il potere dell'evento. Per quanto ami Tolkien, ho sempre pensato che Gandalf sarebbe dovuto restare morto. C'è quell'incredibile sequenza in THE FELLOWSHIP OF THE RING quando affronta il Balrog a Khazad-dûm e cade nell'abisso, con le sue ultime parole, "Fuggite, sciocchi."
Che potere aveva, come mi aveva preso. E poi è tornato indietro come Gandalf il Bianco, un miglioramento di sé stesso. Non ho mai amato Gandalf il Bianco quanto Gandalf il Grigio, e non mi è mai piaciuto il suo ritorno. Penso che sarebbe stata una storia ancora più forte se Tolkien lo avesse lasciato morto.
I miei personaggi che tornano dalla morte sono peggiori, per dire. In qualche modo non sono più gli stessi. Il corpo si può muovere, ma alcuni aspetti dello spirito sono cambiati e trasformati, e hanno perso qualcosa. Uno dei personaggi che torna più volte indietro dalla morte è Beric Dondarrion, il lord della folgore. Ogni volta che rivive perde qualcosa di più di sé. Era stato inviato in missione prima della sua prima morte. Era stato inviato per fare qualcosa, ed è tutto quello che fa. Dimentica le altre cose, chi è, o dove vive. Dimentica la donna che avrebbe dovuto sposare. Pezzi di umanità sono perduti ogni volta che torna dalla morte; ricorda solo la missione. La sua carne si stacca dal corpo, ma questa cosa, quessto scopo che ha è parte di quello che lo anima e lo porta indietro ogni volta Penso che si possano avere echi di questa cosa in altri personaggi tornati dalla morte.

C'è, sono certo che lo conosci, un detto su internet, che ogni volta che rompi le scatole a George R. R. martin, lui uccide uno Stark.
Sì, qualcuno l'ha usata come avatar sul blog.

Ho letto i libri per la prima volta l'anno scorso, li ho scoperti tardi. Ne sono rimasto entusiasta, hanno preso la mia vita per un anno, via via che li leggevo. Mi ricordo il primo momento su Twitter in cui ho menzionato il fatto che li stavo leggendo, il primo in assoluto, improvvisamente mi arrivarono più risposte su Twitter di quante ne avessi avute nella mia intera vita lavorativa. Secondariamente, molti erano stranamente arrabbiati. È stato solo dopo che ho iniziato a capire che si trattava di questa strana comunità di persone che aspettava con impazienza il prossimo libro, che è uscito quest'anno dopo un certo ritardo.
La fandom, specialmente quella di fantasy o fantascienza, ha questo senso di proprietà verso i suoi autori, e si sente quasi in collaborazione con loro. In che modo questo processo è un vantaggio e dove invece è un ostacolo?
Da un certo punto di vista è fantastico; è esilarante sapere di avere così tanti lettori e che ci sono così tante persone ansiose per il prossimo libro, e così tante persone dicono cose positive sui libri. Ma ci sono anche problemi. Tornando agli anni '90, il finire del decennio credo sia stato quando è stato aperto il primo sito dedicato allaa serie. Era un sito chiamato Dragonstone, avviato da un tizio in Australia. Quando l'ho scoperto, è risultato essere un fan-site. Tutti questi fan discutevano i miei libri e li analizzavano. Molto emozionante. Oh, ci mettevano veramente attenzione. Lavori duro su questi libri e ci metti dentro piccole cose, premonizioni o simbolismi o cose che hanno doppi significati. Uno prova a nascondere queste cose e la gente li analizza e li scopre, e questo è grandioso.
Ma non molto tempo dopo che il sito era avviato e io lo seguivo e mi divertivo ho iniziato a pensare, "probabilmente non dovrei leggere queste cose". Da un lato, mettono in campo così tante teorie, che qualcuna deve essere giusta. Cosa devo fare se metto in piedi un mistero ce risolverò nel sesto libro e lo hanno già indovinato al libro due e ne stanno discutendo... lo devo cambiare? Devo, per dire, pensare, "oh dio, hanno già indovinato, sono quattro libri avanti a me, devo cambiare quello che ho pianificato." Penso sia un errore ragionare in questo modo, perché è quello che hai pianificato. Tutti gli indizi e le premonizioni e la sovrastruttura che costruisci è per una certa rivelazione, non la puoi cambiare solo perché qualcuno ha indovinato. Così ho iniziato a distanziarmi dai siti.
È successo molto dal 1999. Ci sono state alcune esplosioni, i libri sono diventati via via più popolari. Dragonstone è morto da tempo, ma molti altri siti hanno preso il suo posto come Westeros e Tower of the Hand o Winter is Coming, siti giganteschi in cui molte migliaia di persone portano avanti queste discussioni. Quando è iniziata la serie TV, questo si è incrementato di ordini di grandezza. È emozionante quello che sta capitando, e sono felice che i fan si divertano. Ma io non posso farne parte. Sono troppo coinvolto.
E questo è il lato oscuro della cosa, che sei legato al senso di proprietà che alcuni fan arrivano ad avere...

Non volevo farne un punto così oscuro. Penso che ci sia, allo stesso modo in cui si può scrivere una lettera ad "Avengers" e sentire di poter parlare direttamente con i creatori, un senso di appartenenza e comunità all'interno del genere. Questo è solo elevato a potenza da internet ed il senso di trasparena nella comunicazione tra autore e lettore che internet comporta.
Penso che questo sia un caso in cui la gente si sente partecipe del processo. E questo comporta anche dire "stai sbagliando". Questo è uno dei maggiori temi di internet, dire agli altri che stanno sbagliando. In un certo strano modo porta le persone a sentirsi vicine al creatore di ciò che le diverte e di cui leggono, e si sentono parte del processo quanto l'autore stesso.
Può essere questo il caso. La maggior parte dei miei fan è meravigliosa, dire che il 99% dei miei fan è fantastica. C'è un gruppo di fan che partecipa alle convention, la Brotherhood without Banners, che è anche gente che frequenta regolarmente siti come Winter is Coming e Westeros.
Ma c'è anche quell'1%, troll o detrattori, come penso si chiamerebbero in quell'articolo del NYT che alcuni mesi fa Laura Miller mi ha dedicato, che per qualche ragione si sentono traditi perché ci ho messo troppo a scrivere l'ultimo libro, oppure non vedevano l'ora di avere in mano il quarto libro e non era quello che aspettavano. Alcuni di questi davvero sono passati al lato oscuro, come qualcuno potrebbe dire. Anche questa è parte dell'esperienza, credo, che si fa quando si arriva ad un certo livello di popolarità.

E c'è sempre quella percentuale di lettori o spettatori che la sente in quel modo; che si pone in modo conflittuale, ma in un certo senso è sempre passione di un certo livello, perché dedicano buona parte delle loro vite e delle loro emozioni al tuo lavoro.
Questo è vero, questo è vero. Anche se a dire il vero è un tipo di pasione di cui farei facilmente a meno.

Ma c'è anche un reciproco supporto e divertimento nel fatto che la fandom di fantascienza e fantasy sia così vicina in termini di componenti e vicina agli autori; un senso di conoscenza dei propri lettori e ed il proprio bacino di utenza e sentire il loro supporto. In tutto qusto, c'è quello che ritengo sia un vicolo cieco, ovvero che gli autori possono essere fan, ma non tutti i fan hanno una vena creativa. Una cosa che John Updike non ha mai fatto è stato sedersi e dire, "sai, penso che ci saranno quattro romanzi su Rabbit, ed ecco come saranno e quando usciranno, faccio queste promesse a voi lettori," per ché John Updike, per quel che ne so, se ne fregava.
L'idea di un autore che si siede e scrive il miglior libro che possa fare è scontata in quasi ogni altro campo della letteratura, ma nella fantascienza e nel fantasy c'è un senso come quando si è osservati. Penso che derivi da una cosa bella, dal senso di appartenenza e comunità. Ma insomma, ragazzi, dovete trattare bene i vostri autori di fantasy e fantascienza. Fatevi gli affari vostri e non preoccupatevi di quello che dicono.
I tempi cambiano, le pubblicazioni cambiano. Sono sicuro che se F. Scott. Fitzgerald oggi fosse vivo il suo editore gli direbbe, "ehi, che ne dici di un sequel di GATSBY. GATSBY è andato bene, possiamo fare un GARSBY II, SON OF GATSBY?" Sfortunatamente, o fortunatamente, non so se sia una cosa buona o cattiva, ma è la realtà dell'editoria moderna, che è cambiata radicalmetne dai tempi di Fitzgerald e Hemingway e Maxwell Perkins e via dicendo. E questo cambia il lavoro. So che non dovrebbe, probabilmente non ve l'hanno detto nei corsi di letteratura. C'è il lavoro e c'è lo scrittore. Ma ci sono anche le realtà commerciali, le realtà della vita degli scittori. È una cosa come il caso di Tolkien, THE LORD OF THE RINGS è stato diviso in tre libri unicamente per considerazioni commerciali dell'editore dell'epica, non per considerazioni letterare. Eppure la cosa ha avuto un'influenza enorme su tutta la fantasy che ne è seguita per un cinquantennio.

Beh, spero sia chiaro che sono completamente d'accordo con te. Ma, ragazzi, William Faulkner, quanc'è che finirà il suo prossimo libro?
Giusto.

Lo aspetto da sempre, che gli è preso a quel tizio?
Sì, e Harper Lee, quando farà TO KILL A MOCKINGBIRD 2?

Pigro.
Hai incontrato Stan Lee?
Ho incontrato Stan Lee, sì.

Si ricordava della tua lettera?
Sfortunatamente no. Non si ricordava nemmeno di me dall'ultimo incontro. Ho incontrato Stan Lee più o meno sei volte ed ogni volta è come incontrarsi per la prima volta... per lui, almeno.

Il cuore spezzato di un fan. George R. R. Martin, grazie per il tempo che ci hai dedicato. È un grande onore per me, e grazie per aver partecipato a The Sound of Young America.
Piacere mio, è stato bello partecipare.

Grazie.
Figurati.

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